Vitale: ecco la ricetta per lo Studentato

CHIETI. La realizzazione di uno “studentato diffuso” in città, gestito da un consorzio di associazioni senza scopo di lucro con la compartecipazione dell’Azienda per il diritto allo studio...
CHIETI. La realizzazione di uno “studentato diffuso” in città, gestito da un consorzio di associazioni senza scopo di lucro con la compartecipazione dell’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) e il Comune. Emiliano Vitale, consigliere comunale in quota Forza Italia, presenta la sua particolare ricetta per risolvere le problematiche inerenti allo studentato del Villaggio Mediterraneo già gestito dalla società Campus X e attualmente chiuso con 165 studenti fuori sede rimasti con un pugno di mosche in mano e, soprattutto, senza un alloggio. Un problema serio che ieri pomeriggio è arrivato sul tavolo della terza commissione consiliare. Che si occupa, in particolare, di urbanistica. Non a caso si è parlato delle traversie burocratiche dello studentato gestito da una società che fa profitti e quindi non in linea con le direttive regionali. La Regione, non a caso, ha chiesto al Comune di diffidare la Campus X che, per tutta risposta, ha annunciato ricorsi al Tar preferendo, nel frattempo, chiudere i battenti ignorando gli appelli delle istituzioni locali. Vitale propone un ritorno ai modelli di gestione anni ’80. «Dove la potenziale risorsa economica dell’università», afferma Vitale», investiva ed era spalmata su tutta la città. Questo non vuol dire escludere il Villaggio del Mediterraneo». Poi Vitale illustra il suo pensiero. «Questa è l’occasione di creare a Chieti un sistema di proposta di studentato diffuso. L’idea di gestione deve essere affidata ad una sorta di consorzio», spiega Vitale, «che potrà ricevere la possibilità da parte dei proprietari di mettere a disposizione i propri immobili da affittare. Prezzi che dovranno essere preventivamente stabiliti a seconda della dislocazione della camera o dell’unità immobiliare da affittare». Il tutto con l’obiettivo di integrare concretamente l’università con la città. (j.o.)

