Vitale: la centrale 118 deve stare a Chieti

Nuovo attacco del consigliere al Pd: «Restano in silenzio anche dopo anni di tagli alla sanità teatina»
CHIETI. Il consigliere comunale di Forza Italia Emiliano Vitale torna ad attaccare il Partito democratico sulla scelta della sede della centrale unica del 118, una volta che sarà realizzato il super ospedale, unendo Chieti e Pescara. «Il Pd teatino ha poca lungimiranza e ubbidisce silenziosamente», dice Vitale riferendosi in particolare ai consiglieri Chiara Zappalorto e Alessio Di Iorio che avrebbe minimizzato il problema. «Dopo anni tagli alla sanità teatina», continua Vitale, «e il decentramento verso Pescara, mi accusano di fare terrorismo, quando dati alla mano le mie denunce sono pienamente riscontrabili. I miei colleghi del Pd dovrebbero rammentare che il soccorso si effettua non solo per caso gravi, ma anche per malori che richiedono ricoveri generici, come medicina generale oppure geriatria. Questo vuol dire che se il responsabile venisse dalla Asl di Pescara la propensione sarebbe, anche solo per migliore conoscenza, di portare i pazienti a Pescara. E se nel tempo qualche responsabile costiero decidesse di boicottare l’ospedale di Chieti magari sottraendo ricoveri, vorrebbe dire quindi sempre maggiori numeri a Pescara e migliore specializzazione e si otterrebbe, inevitabilmente, quello che abbiamo evitato, cioè che con il tempo il Dea di secondo livello venga individuato in un solo ospedale e a ruota seguirebbe anche l’università».
Secondo Vitale, dunque, non c’è nulla da minimizzare. Perché l’individuazione della sede della Centrale unica del 118, che era stata ipotizzata prima a Chieti e poi all’aeroporto d’Abruzzo, potrebbe innescare, a giudizio del consigliere, «una reazione a catena, che avrà bisogno solo di tempo per destrutturare e ridurre a un piccolo presidio il Santissima Annunziata».

