Vittima di stalking a 17 anni: «Così il mio ex mi perseguita»
La storia di una studentessa di Chieti che ha chiesto aiuto alla polizia dopo la fine di una relazione: «Minacce di morte e una valanga di telefonate e sms offensivi». Ora il ragazzo è finito sotto accusa
CHIETI. Dai baci alle minacce di morte, dalle dichiarazioni d’amore agli insulti. È l’incubo vissuto da Francesca (nome di fantasia), vittima di stalking ad appena 17 anni: a perseguitarla è stato l’ex fidanzato, un ragazzo di 14 anni più grande. Dopo la denuncia presentata dal papà della minorenne e le indagini dei poliziotti della squadra mobile, il sostituto procuratore Marika Ponziani ha chiesto il processo per il 31enne, nato e residente a Chieti: il prossimo 7 gennaio il giudice per le udienze preliminari, Luca De Ninis, dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio. L’ultima storia di prevaricazione, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, conferma un dato allarmante: sono sempre di più le giovanissime finite nel mirino.
Francesca e Luca (anche questo è un nome di fantasia) si conoscono in estate, al mare. Lui è più grande di parecchio, ma la differenza d’età non sembra rappresentare un ostacolo: si piacciono e si fidanzano. La storia va avanti per un po’. Poi, però, Francesca capisce che quello non è il ragazzo giusto e decide di lasciarlo. L’incubo – andato avanti da maggio a luglio del 2018 – comincia quasi subito, perché il 31enne non si rassegna alla fine della relazione. Inizia così a tempestarla con telefonate e messaggi, pregandola di tornare insieme. Al rifiuto della ragazza, la minaccia prima di farle del male e poi di ucciderla. Per impietosirla e tentare di raggiungere il suo obiettivo, le dice a più riprese di essere pronto a suicidarsi, inviando contemporaneamente le foto di un coltello. A un certo punto, come se non bastasse, fa terra bruciata attorno alla ragazzina. Come? «Diffidando amici comuni dal frequentarla», riassume il pm sul capo d’imputazione. In un’occasione, la sera in cui in centro storico è in programma lo school party degli istituti superiori della città, chiede agli addetti alla sicurezza di non consentire l’ingresso alla ex: «Altrimenti ammazzo di botte lei e tutti quelli che sono con lei». Così facendo, secondo l’accusa, l’imputato provoca alla vittima «uno stato d’ansia e di timore per la propria incolumità». Lui, assistito dall’avvocato Corradino Marinelli, nega ogni addebito davanti alla polizia: «Non posso nascondere che ero molto innamorato e non riuscivo, almeno all’inizio, a rinunciare a lei. Per questo ho tentato di convincerla in tutti i modi, senza però minacciarla mai di morte. Nel periodo in cui dice che l’ho perseguitata, abbiamo continuato ad uscire insieme: i messaggi di Whatsapp lo dimostrano». Ma la procura non crede alla sua versione e chiede il rinvio a giudizio. Francesca, che intanto ha compiuto 18 anni, si costituirà parte civile con l’avvocato Monica D’Amico.
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