«Vogliamo più forze dell’ordine»
Il sindaco Marcovecchio: ma anche i cittadini collaborino alle indagini
CUPELLO. Stanchi di chiedere aiuto. Stanchi di vivere con l’ansia. I cittadini del Vastese tornano a chiedere allo Stato il diritto alla serenità e alla sicurezza. I tavoli sulla sicurezza organizzati in prefettura non hanno prodotto nulla. Così come è ritenuto inefficace il progetto Mille occhi sulla città. Il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio, dopo aver espresso solidarietà e vicinanza al gioielliere ferito e alla cliente che ha vissuto momenti di terrore torna a chiedere al prefetto di Chieti, Antonio Corona, più forze dell’ordine.
Le caserme del Vastese sono sempre più vuote. «La rapina di stamani (ieri per chi legge, ndc) alla gioielleria in pieno centro», dice Marcovecchio, «suona come l’ennesimo campanello d’allarme in un territorio che sente con sempre maggiore preoccupazione il problema della sicurezza. Torno a chiedere quello che ho chiesto già molte altre volte. Servono da parte delle istituzioni tutte», continua il primo cittadino, «atti concreti che possano ristabilire la tranquillità a una comunità che l’ha persa ormai da diversi anni. Ma voglio», dice poi Marcovecchio, «fare anche un appello ai cittadini. Collaborate. Prendete esempio dai cittadini di Lanciano. Il loro coraggio e la loro collaborazione con i carabinieri ha permesso di identificare gli autori della feroce rapina a Villa Martelli. Collaborate anche voi con i carabinieri. La criminalità si combatte insieme». E fra coloro che invocano più sicurezza per il Vastese c’è anche il consigliere comunale Camillo D’Amico. «Questo territorio», dice D’Amico, «ha bisogno di aiuto. Inutile continuare a negarlo». Per Davide D’Alessandro, consigliere comunale a Vasto, è importante che il governo inserisca anche il Vastese nel pacchetto sicurezza. «La speranza», dice, «è che i parlamentari del Vastese riescano a riportare il nome di Vasto così come quello di Lanciano nell'agenda della politica nazionale». (p.c.)
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