«Vogliamo regolarità negli atti normativi»

12 Dicembre 2017

CHIETI. Tra i manifestanti in protesta arrivano anche i tre esponenti di Forza Italia. Sono il consigliere regionale e presidente della Commissione vigilanza della Regione Mauro Febbo e i consiglieri...

CHIETI. Tra i manifestanti in protesta arrivano anche i tre esponenti di Forza Italia. Sono il consigliere regionale e presidente della Commissione vigilanza della Regione Mauro Febbo e i consiglieri comunali Emiliano Vitale e Maurizio Costa. Mentre i lavoratori dietro la rete metallica inchiodano il nuovo cartellone dei lavori, Febbo guarda con interesse l’operazione. E poi commenta: «Il permesso a costruire è illegittimo perché è scaduto. Qui si deve di nuovo iniziare da capo tutta la pratica. Anche a un occhio poco attento si vede che ci sono delle lacune», continua il consigliere regionale. «Manca, ad esempio, l'indicazione del direttore del cantiere e anche la denuncia di inizio attività».
Da questa serie di lacune il consigliere Febbo deduce che forse la ditta non voleva iniziare davvero i lavori e che ci sia stata una sorta di «messa in scena», dice, «solo per cercare di attirare l'attenzione. Ma l'iter a mio avviso deve ripartire da capo perché il primo passaggio fondamentale è la valutazione di impatto ambientale che è necessaria perché i due Comuni di Chieti e Cepagatti poi possano riattivare la conferenza dei servizi per decidere se poter rilasciare l'autorizzazione, così come prescrivono le norme». Secondo Febbo, infine, «questa improvvisa accelerazione nasconde ben altro: dimostrare che c’è stato l’inizio dei lavori altrimenti sarebbero scaduti i termini (31.12) entro i quali far rientrare il progetto di Megalò 2 all’interno del Prusst, ossia i nuovi programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio promossi dal Ministero dei lavori pubblici. Pertanto», conclude Febbo, «continueremo a pretendere e attenzionare la regolarità normativa di tutti i passaggi tecnici richiesti e necessari».