«Voglio finanziare l’apertura del tunnel»

7 Dicembre 2015

Il presidente della Camera di Commercio svela i progetti che faranno rinascere la città: dovete riacquistare l’orgoglio

CHIETI. La proposta di Roberto Di Vincenzo è shock. Rompe con il passato e ridà certezze a un città che le ha perse. L’addio alla Carichieti e alla sua Fondazione, che finanziava la cultura, trova nella Camera di Commercio e nel coro ampio dei suoi protagonisti, commercianti, artigiani e industriali, un eccezionale sostituto che può dare a Chieti molto di più. I progetti esistono, così come il dialogo tra l’ente presieduto da Di Vincenzo, il Comune, l’Università e la Sovrintendenza. Roberto Di Vincenzo ci svela tutto in anteprima partendo da una notizia che per il centro storico, e non solo, rappresenta una svolta. La Camera di Commercio ha infatti deciso di dare al Comune un contributo significativo per la più grande delle opere incompiute: il tunnel e l’ascensore di Largo Barbella. Nell’intervista concessa al Centro, il presidente della Camera di Commercio conferma la volontà di finanziare l’apertura di questa enorme struttura chiusa da anni. Troppi anni.

Presidente Di Vincenzo, che cosa vuol fare per Chieti?

«L’insieme di categorie che compongono la Camera di Commercio vuole valorizzare Chieti alta. E’ in corso un dibattito sia all’interno dell’ente che all’esterno con il Comune, la Sovrintendenza e l’Università D’Annunzio. Abbiamo dei progetti che prevedono interventi economici per il rilancio delle attività commerciali, culturali e di quelle legate alla piccola ospitalità. Entro la fine dell’anno vogliamo definire questi interventi che rompono con il passato attraverso una partecipazione corale».

Può anticiparci qualcuno di questi interventi per Chieti. Magari quelli che lei ritiene prioritari?

«Il più significativo è certamente l’ascensore di Largo Barbella. Stiamo verificando con il Comune la possibilità di contribuire in modo sostanziale alla sua apertura. Il problema di Chieti è come arrivarci. Il tunnel e l’ascensore risolverebbero anche la mancanza di parcheggi. Ispiriamoci a Perugia, perché no? Il nostro aiuto sarà significativo, ma ci sono anche altri progetti».

Ce li dica. E’ importante conoscerli perché possono ridare una prospettiva ad una città che finora ha solo perso molte certezze.

«Vogliamo favorire, attraverso finanziamenti, la nascita di nuove attività commerciali nel centro storico. Attendiamo la risposta della Sovrintendenza a un nostro progetto che crea una cartellonistica culturale in città. Faremo un concorso di idee per affidare in gestione il piano terra della Camera di Commercio per far nascere un Caffè Letterario con spazi per eventi culturali e intrattenimenti gastronomici. E’ ciò che manca a Chieti. Non per ultimo pensiamo di riportare nella città alta quella parte di studenti che arriva per partecipare ai test d’ammissione alla D’Annunzio. Parliamo di non meno di 10mila giovani».

La Camera di Commercio però ha una valenza provinciale. Non teme che Lanciano e Vasto possano risentirsi?

«Oggi la priorità è il tema della fusione con Pescara. Ogni soggetto deve avere la propria dignità. Ma è fondamentale che Chieti riacquisti l’orgoglio. I nostri progetti hanno questo obiettivo. Chieti deve credere in se stessa perché un’iniziativa fatta qui ha sempre successo più di quanto possa averne a Pescara. L’area metropolitana esiste nella realtà di chi ogni giorno si reca a Pescara, o da Pescara sale a Chieti. Noi dobbiamo creare la città metropolitana».