Vogliono entrare senza mascherine: vigilante picchiato

LANCIANO. In due aggrediscono il vigilante del supermercato che li invitava a munirsi di mascherine e guanti prima di entrare a fare la spesa. Finisce in ospedale un addetto alla sicurezza di 26 anni....
LANCIANO. In due aggrediscono il vigilante del supermercato che li invitava a munirsi di mascherine e guanti prima di entrare a fare la spesa. Finisce in ospedale un addetto alla sicurezza di 26 anni. È successo ieri pomeriggio, intorno alle 17, all’interno del centro commerciale “La Fontana”. Come siamo abituati a vedere ormai da settimane a causa dell’emergenza coronavirus, i clienti stavano aspettando in coda di entrare a fare acquisti nel supermercato Oasi della struttura commerciale. A regolare gli ingressi, controllando il rispetto delle disposizioni previste dai decreti governativi, c’era un addetto alla sicurezza.
A un certo punto si sono avvicinati due fratelli di una famiglia rom di Lanciano, sprovvisti dei dispositivi di protezione individuale. All’invito del vigilante a indossare mascherina e guanti per poter entrare a fare la spesa, i due trentenni hanno però risposto con calci e pugni. Prima uno e poi l’altro hanno colpito l’addetto alla sicurezza, ferendolo in particolare al volto. La scena si è svolta sotto gli occhi atterriti di clienti e dipendenti del supermercato, dai quali è partito l’allarme alle forze dell’ordine. Sul posto sono arrivate due volanti della polizia e in ausilio anche pattuglie dei carabinieri e della polizia municipale. I due fratelli sono stati bloccati e condotti in commissariato. Un’ambulanza del 118 ha invece trasportato il vigilante in ospedale. Il 26enne ha riportato un trauma cranio facciale e una sospetta frattura del setto nasale.
Accertamenti su quanto accaduto sono in corso da parte del commissariato, coordinato dal vicequestore Lucia D’Agostino, che stanno sentendo i testimoni e visionando le immagini del sistema di videosorveglianza. Al momento per i due rom non è scattato alcun provvedimento. Si attende di conoscere anche la prognosi del ferito per capire se il reato sia procedibile d’ufficio (sopra i 20 giorni) o a querela della persona offesa. (s.so.)
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