«Voi, attaccati con il mastice alle poltrone»

17 Agosto 2019

Chieti, lettera di Forza Italia contro Di Primio e Di Biase: riparte la polemica dopo il voto sul bilancio

CHIETI. Ripartono le ostilità tra il sindaco Umberto Di Primio e il gruppo consiliare di Forza Italia (Marco D’Ingiullo, Emiliano Vitale, Maura Micomonaco, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli). I cinque hanno riascoltato le dichiarazioni del sindaco appena dopo il voto sul bilancio e, anziché trovare frasi e toni concilianti (dopo che il loro voto aveva appena assicurato il futuro dell’intera amministrazione), hanno trovato nuovi spunti polemici. «Invece di proferire parole distensive ed equilibrate», scrivono i 5 in una lettera inviata al sindaco, «abbiamo nostro malgrado preso atto che è stata al contrario troppo forte per te la tentazione di esternare con rancore una serie di incongruità macroscopiche che da un punto di vista squisitamente politico rimarranno negli annali come vere “castronerie” addirittura superiori a quelle sul commissariamento: se c’è il commissario per la mia candidatura alle camere allora nessun problema, se invece arriva come riflesso della crisi, sono tutti contro la città».
I consiglieri rimproverano anche al sindaco di aver pronunciato il suo discorso solo dopo il voto favorevole al bilancio: «Dovevi avere il coraggio, invece di riaprire una ferita che si stava rimarginando, di fare quelle dichiarazioni prima e non dopo aver incassato il voto che ti ha permesso col rimpasto di salvare le poltrone a qualcuno, compresa la tua».
Poi parte l’attacco contro l’assessore Carla Di Biase: «Occorre ricordare che la crisi è sorta prima di tutto per un fattore gravissimo, che attiene alla mancanza di rispetto che l’ex assessore al commercio ha avuto per la comunità politica che le ha permesso di sedersi nella poltrona che tu le hai salvato l’altro giorno, che è l’unica vera poltrona salvata in questa vicenda. Allora pensiamo che sia arrivato il momento di far sapere ai cittadini teatini, visto che ti sei ben guardato dal dirlo, che la scelta dello scambio delle deleghe in realtà è una conseguenza della proposta partita dal gruppo di Forza Italia, una proposta dapprima derisa dagli alleati ma di fatto rimessa sul tavolo dai nuovi protettori della Di Biase visto che per salvarle la poltrona, dopo il rito di affiliazione, non vi era altra scelta. Una scelta forzata, visto che si dimentica che le nostre richieste erano: dimezzamento di giunta e obiettivi minimi fino al 2020 che con ennesimo gesto di responsabilità abbiamo ridimensionato. Prendiamo atto per finire che accettando di perdere la poltroncina l’ex assessore al commercio ha accettato di diventare una burattina in mano ai burattinai citati nel famoso documento collettivo di giunta. E questo la dice lunga su chi è attaccato alle poltrone. Non le sarebbe convenuto dare le dimissioni? Oppure sono proprio coloro che accusano ad essere attaccati col mastice alle poltrone?», concludono i forzisti. (a.i.)