Voragine sotto i negozi Ma si è rischiato il crollo

20 Ottobre 2018

A fine mese la riapertura della strada ai veicoli nel doppio senso di marcia I tecnici: cratere più ampio del 25%, poteva trascinare con sé i palazzi vicini

LANCIANO. Potrebbe essere riaperta al traffico per fine mese la parte bassa di corso Trento e Trieste coinvolta, il 16 agosto scorso, da un considerevole cedimento del terreno sottostante nei magazzini dei negozi di abbigliamento Josephine e Martelli. Un crollo che aveva fatto ipotizzare il peggio, ovvero il cedimento di tutto l’edificio denominato ex Modernissimo e il conseguente crollo delle strutture adiacenti. Il terreno da riporto che sostiene l’antico corso cittadino nel tempo è stato gravemente dilavato da acque sotterranee non regimentate, creando così una pericolosa situazione di rischio idrogeologico. La parte carrabile dell’isola pedonale che va da via Salita della posta fino a piazza Plebiscito era stata quindi ridotta e resa a senso unico a scendere, con l’abolizione dei parcheggi sul lato dei Portici comunali per consentire lo svolgimento dei lavori di ripristino del terrapieno.
GLI INTERVENTI. Dopo il riempimento della voragine con 200 metri cubi di pietrisco (20 in più di quanto inizialmente preventivato), si è atteso che il materiale si assestasse. Nel frattempo sono stati posizionati martinetti idraulici e tiranti in metallo per sostenere le pareti dei magazzini rimaste senza alcun sostegno dopo il cedimento. La prossima settimana è prevista invece la realizzazione e apposizione di una piattaforma, una soletta di cemento armato di 10 metri quadri di ampiezza e 40 centimetri di spessore, che consentirà di ricreare dei punti di appoggio alle pareti laterali dato che, come accertato, la struttura manca completamente di fondazioni.
LA SICUREZZA. Il Corso sta tornando piano piano alla situazione registrata prima del cedimento. L’emergenza dei primi momenti è stata praticamente sanata. Nel momento in cui si riaprirà la strada al traffico, nel doppio senso di marcia e ai mezzi pesanti, la situazione sarà completamente sotto controllo. Ma resta da risolvere l’emergenza generale di un sistema delle acque che negli anni ha registrato gravi infiltrazioni con il rischio concreto di altri cedimenti. «Dal punto di vista idraulico», commenta l’assessore ai Lavori pubblici Giacinto Verna, «sappiamo che il centro storico è la parte più debole della città. Per questo stiamo pensando a un intervento integrato e a un progetto più ambizioso che coinvolga tutto il sistema idraulico del sottosuolo. Abbiamo già effettuato un incontro a Roma, al dipartimento nazionale della Protezione civile, per sottoporre questa e altre emergenze della città».
I TECNICI. «Ci siamo trovati di fronte a una situazione paurosa», spiega l’ingegnere strutturale Pasquale Di Monte, incaricato dal Comune per intervenire sulla voragine assieme al geologo Luigi Carabba, «siamo andati molto vicini al crollo generale di tutto il fabbricato che avrebbe trascinato con sé le strutture adiacenti. La voragine è risultata più ampia del 25% rispetto a quanto inizialmente ipotizzato. Attualmente la situazione, dopo gli importanti interventi eseguiti nella fase immediatamente successiva all’urgenza, sta tornando sotto controllo. Dovevamo fare in modo che il fabbricato non crollasse e così è avvenuto: la buca è stata riempita e il fabbricato messo in sicurezza. Dopo la realizzazione della soletta, andremo ad aggiungere ulteriore pietrisco e verificheremo l’assestamento del materiale. In futuro invece ci sarà da bonificare tutto il sottosuolo dalle acque e andranno coinvolti il Comune e i privati nei prossimi interventi. Andranno inoltre posizionati sensori che avvertiranno sulla stabilità e staticità di terreno e fabbricati».
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