Voragine sul Corso Ecco sui palazzi i sensori di controllo

1 Agosto 2019

LANCIANO. Sono operativi già da queste ore i circa 20 sensori posizionati dalla squadra comunale che si occupa di studio, monitoraggio e controllo strumentale della parte finale di Corso Trento e...

LANCIANO. Sono operativi già da queste ore i circa 20 sensori posizionati dalla squadra comunale che si occupa di studio, monitoraggio e controllo strumentale della parte finale di Corso Trento e Trieste dove, il 16 agosto scorso, si verificò lo sprofondamento di gran parte del pavimento di un locale. Uno smottamento dovuto al dilavamento del terreno da parte di infiltrazioni sotterranee di acqua che provocò una vera e propria voragine nel sottosuolo. I sensori, che hanno richiesto un impegno di spesa da parte della giunta di circa 65mila euro, serviranno a monitorare l'area immediatamente a ridosso della voragine ormai messa in sicurezza per un periodo di 8-12 mesi.
Al momento i rilevatori sono stati installati nei palazzi e nelle strutture adiacenti ai locali conosciuti come ex Modernissimo fino ad arrivare al ponte Diocleziano e alla cattedrale. Obiettivo dell'operazione definire la situazione attuale della parte bassa di corso Trento e Trieste, da decenni soggetta a piccoli e grandi smottamenti a seguito di infiltrazioni di acqua non canalizzata. In questi mesi si monitoreranno i palazzi del lato destro (a scendere verso piazza Plebiscito) e dal mese di settembre saranno posizionati dei sensori anche sul lato dei portici comunali e nel sottosuolo.
«Per posizionare i sensori sotto il livello stradale» spiega l'assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna, «avremo bisogno di creare delle nicchie nel sottosuolo e dobbiamo poter essere in grado di arrivare ai sensori in modo rapido. Per questo attenderemo la seconda metà di settembre in modo da non intralciare le festività estive e patronali senza rischiare di inficiare i rilievi». I dati dei dispositivi consentiranno di rilevare ogni movimento dei muri dei palazzi e verranno "spediti" ad una apposita centralina ogni sei ore circa.
«Qualcuno potrebbe giudicare eccessivo questo lavoro di monitoraggio e di raccolta dei dati tecnici e scientifici» conclude Verna «ma si tratta di un'operazione necessaria per prevedere qualsiasi intervento futuro sopra e sotto il livello del Corso. L’amministrazione da sempre ha dimostrato di dedicarsi alla sicurezza dei cittadini, con interventi nelle scuole, sulle strade e di contenimento del dissesto idrogeologico. Conoscere approfonditamente un problema prima di avviare qualsiasi tipo di intervento permette inoltre di evitare lo sperpero di denaro pubblico».
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