Votata la manovra da un milione ma c’è ricorso al Tar

L’assestamento di bilancio approvato solo dal centrosinistra L’opposizione diserta la seduta: «Convocazione irregolare»

LANCIANO. La manovra di fine anno passa con la sola astensione del consigliere Alex Caporale (Verdi). In realtà sono pochi i sussulti in aula, per via dell’assenza dei gruppi di minoranza che annunciano il ricorso al Tar contro un consiglio convocato, secondo loro, in modo illegittimo.

Banchi vuoti. La seduta in seconda convocazione inizia alle 9 ma gli scranni dell’opposizione restano vuoti. Alla vigilia la minoranza aveva chiesto il rinvio per mancanza di «legalità, legittimità e trasparenza». Parole che l’opposizione torna a ribadire quando, verso le 11, i capigruppo Manlio D’Ortona, Ermando Bozza, Paolo Bomba e Luca Antonelli, fanno la loro comparsa in aula. Restano solo il tempo di leggere la lettera inviata al prefetto e al presidente del consiglio, Donato Di Fonzo, con la quale ribadiscono l’illegittimità della convocazione e ne chiedono la sospensione. Poi vanno via. «Sabato ho firmato io l’atto di convocazione poiché ero il consigliere anziano presente in aula quando è stata accertata la mancanza del quorum strutturale», spiega Leo Marongiu (Pd).

Ricorso al Tar. Il consiglio va avanti e l’opposizione, attraverso D’Ortona, annuncia il ricorso amministrativo. «Non sono state rispettate le più elementari norme previste dalla legge e dal regolamento consiliare in merito alle procedure per la convocazione», sostengono i consiglieri di Pdl, Udc, Con Bozza sindaco ed Energie nuove, «la seduta è nulla perché non firmata dal presidente del consiglio, che ha la responsabilità e il dovere di mettere tutti i consiglieri nella condizione di espletare correttamente le loro funzioni. Il presidente del consiglio, invece, continua ad evidenziare superficialità e approssimazione nell’esercizio della sua funzione». L’attacco è diretto a Donato Di Fonzo, ex esponente Pdl, che replica: «Sono il presidente del consiglio di tutti, anche se in certe situazioni è difficile. L’assenza della minoranza sa di ripicca». «Hanno tirato fuori un cavillo per creare, artatamente, difficoltà all’amministrazione», commenta il sindaco, Mario Pupillo, «il 30 scade il termine per approvare l’assestamento di bilancio. Probabilmente l’opposizione non ha altri argomenti, sulle tasse non può dire nulla visto che ci sono 8mila comuni in difficoltà, oppure non voleva esporsi sulle questioni che riguardano Asl e Province».

Mozioni bocciate. Approfittando dell’assenza della minoranza, la maggioranza boccia le quattro mozioni che il centrodestra, a parti inverse, era riuscito a far passare in commissione bilancio. «Erano strumentali altrimenti la minoranza sarebbe qui a discuterle», nota Alex Caporale. «Lo spirito delle mozioni è condivisibile ma l’amministrazione ha già fatto il possibile per sociale e istruzione», dice l’assessore alle finanze, Valentino Di Campli. La variazione al bilancio va in archivio senza intoppi. Anche se qualcuno nella maggioranza si leva qualche sassolino dalla scarpa. «Eravamo assenti in commissione per motivi personali, ma lì si esprimono solo pareri», interviene Giacinto Verna a nome dei consiglieri di Progetto Lanciano e Rinnoviamo Lanciano, «in aula, invece, si vota e noi siamo presenti».

Stefania Sorge

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