Vuole far prostituire il nipote: a processo

7 Dicembre 2022

L’uomo incastrato dal 15enne che racconta tutto. La madre chiede 150mila euro di risarcimento

CHIETI. È finito sotto processo il 53enne della provincia di Chieti arrestato a metà agosto dalla squadra mobile per aver tentato di indurre alla prostituzione minorile il nipote di soli 15 anni. Il giovane si è rifiutato, non ha accolto le avances dello zio, che gli ha offerto e consegnato soldi. Il ragazzo ha avuto il coraggio e la forza di raccontare tutto a sua madre, dopodiché è stata presentata una denuncia alla questura teatina e si è arrivati prima all’arresto e poi al giudizio (l’ipotesi di reato è di competenza della procura distrettuale dell’Aquila, pm Guido Cocco). In passato, l’uomo è stato già condannato a cinque anni di reclusione (in via definitiva) per abusi sessuali su due bambine.
Ieri mattina, c’è stata la prima udienza davanti al collegio del tribunale di Chieti (presidente Guido Campli, giudici a latere Maurizio Sacco e Giulia Colangeli). La madre del ragazzino, difesa dall’avvocato Diego Bracciale, si è costituita parte civile e ha chiesto 150mila euro di risarcimento.
In due occasioni, per l’accusa, il 53enne ha approfittato di rimanere solo con il nipote in macchina, per formulare delle proposte esplicite dal punto di vista sessuale e anche per prospettargli delle esperienze con altri uomini. In particolare gli ha detto che gli «avrebbe pagato l’abbonamento dell’autobus» per consentirgli di fare «più esperienze sessuali a Pescara, dove ci sono più persone omosessuali» per poi farne anche con lui e, anzi, il giovane avrebbe potuto «iniziare ad avere rapporti sessuali» con lui. Prima che il nipote scendesse dall’auto gli ha «regalato 5 euro» e si è fatto dare «un bacio sulla guancia». In un’altra occasione, sempre in auto, l’uomo si è anche “offerto”, spiegando al nipote che avrebbe potuto avere con lui il suo primo rapporto. Ha raccontato di aver avuto, da giovanissimo, rapporti con adulti in cambio di denaro e ha di nuovo proposto al nipote di incontrare anche altre persone: «Se vuoi fare esperienza, ti faccio pure il regalo», gli ha detto consegnandogli 8 euro. E poi: «Non è che devi fare gratis perché sei mio nipote».
Il tentativo di indurre il 15enne a prostituirsi è passato anche attraverso l’offerta di una stanza tutta per sé, sostiene sempre l’accusa ricostruendo le condotte dell’uomo che inviava messaggi Whatsapp al nipote per convincerlo. «Se ti vuoi aggiustare una cameretta tutta per te qui per l’estate che stai fresco, scendi, la vedi e decidi. I mobili già li ho, dovremmo solo sistemare e imbiancare. Poi ti fai le chiavi e ci vieni quando vuoi», ha scritto al ragazzino. Per non correre rischi il 53enne ha chiesto al nipote di tenere la bocca chiusa: «Ovviamente, deve essere comunque un segreto che rimane tra me e te». Ma il ragazzino ha raccontato tutto. Prossima udienza il 24 gennaio.