William, il poeta del Villaggio

29 Maggio 2016

Personaggi della teatinità. Così Di Paolo, musicista del Celdit, riscopre Selecchy in chiave 2016

CHIETI. Perché William Di Paolo, cantautore di strada come si definisce, è un personaggio della teatinità? Basta citare uno dei suoi ultimi lavori per capirlo: un cd dedicato “al gran maestro Saverio Selecchy” che ripropone il Miserere attraverso una serie di arrangiamenti curati dallo stesso Di Paolo e da Lucio D'Alessandro.

E’ un atto d'amore per la sua città che offre, in chiave diversa, le intense emozioni che la processione del Venerdì Santo ci regala ogni anno.

William ha scelto la musica come stella cometa della sua vita. Molto, anzi moltissimo lo deve al padre, Nicodemo, che è stato non solo un grande uomo di sport, come atleta e poi come dirigente in quel mondo particolare che era il Villaggio Celdit, ma aveva anche una grande passione per la musica. Un amore trasmesso al figlio che imparò presto a prendere dimestichezza con le note, suonando la fisarmonica.

Un figlio d'arte che si è immerso nel mondo musicale con grande determinazione e voglia di apprendere: «Sono uno che lavora in molti posti- ha scritto sulla sua pagina di Facebook- ma che ovunque ha imparato qualcosa». Ed ancora, sempre sulla sua pagina dove usa colloquiare con “gli amici della notte”: «Se penso a cosa avrei fatto di mestiere se non avessi fatto il musicista... Forse una vita grigia e monotona, con tanta tranquillità.

E' stata dura fare quello che faccio, perché ho lottato contro tutto e tutti. Forse non sono arrivato dove volevo, ma non tutto dipendeva da me. Nel mondo dello spettacolo ci sono molti compromessi, ma quello che sono riuscito ad avere è sicuramente guadagnato e senza perdere la dignità».

William è protagonista del gruppo “Mondo della Musica a 360 gradi”, che esplora appunto l’universo delle note fin nei suoi più reconditi e affascinanti angoli su facebook. Inoltre, insieme a Walter Bucciarelli e Paolo Novelli, ha creato l'associazione Blachmore che si occupa di dare concreto appoggi ai giovani musicisti.

L'ultima fatica discografica di William, oltre a contenere l'omaggio a Selecchy e al suo struggente Miserere, riserva canzoni che, come si trova scritto in uno dei tanti messaggi che hanno elogiato il cd, «più di ogni altro suo precedente lavoro riesce per davvero a sfogliare la vita di questo straordinario musicista».

Già dal titolo si capisce qual è il tema dominante: “Solitudini metropolitane... atto II”. E' il canto di un poeta che soffre di solitudine, che si rinnova, perché anche nel precedente lavoro proprio l'essere, anzi il sentirsi soli, era stato il tema dominante.

Non si creda però che Di Paolo abbia scelto di parlare della solitudine per rinchiudersi in se stesso, senza lasciare spiragli alla speranza e alla voglia di creare percorsi che riescano a dare speranza anche a chi vive momenti di buio. La solitudine è qualcosa di suo, di sofferto, certo, perché è un poeta di grande sensibilità che, come l'albatro cantato da Baudelaire, in terra è goffo ed impacciato, ma quando vola in alto, spinto dalla sua anima, è “il re degli orizzonti”.

William, personaggio della teatinità scalina, lancia a tutti questo messaggio: «E’ importante», dice, «non smettere mai di sognare a qualsiasi età». E la sua musica, le sue canzoni, le sue poesie hanno questa grande capacità di offrire non solo momenti di riflessione e malinconia, ma anche la spinta ad aprirsi al volo dell’anima, dove puoi trovare tutto, a cominciare da te stesso.