Yokohama, altre due aziende oggi in visita allo stabilimento

21 Ottobre 2020

Ortona. Sopralluogo dei gruppi interessati all’acquisto del sito produttivo di contrada Tamarete Di Natale (Femca Cisl): «Aspettiamo l’arrivo di offerte concrete, poi riapriremo il tavolo sindacale»

ORTONA. Le altre due aziende interessata all’acquisizione della Yokohama oggi saranno ad Ortona con una propria rappresentanza per una visita allo stabilimento di contrada Tamarete. Dopo il sopralluogo effettuato la settimana scorsa dalla prima delle tre cordate interessate all’acquisto, quella odierna è un’altra giornata importante. Gli incontri sono in programma in mattinata e serviranno ai papabili acquirenti a fare le dovute valutazioni prima di presentare una eventuale offerta vincolante che dovrà arrivare comunque entro il prossimo 26 ottobre, termine ultimo fissato per avere delle proposte concrete su cui imbastire una trattativa vera e propria per la cessione dello stabilimento. Al momento, tuttavia, le tre aziende restano nella riservatezza.
Ettore Di Natale, segretario regionale dalla Femca Cisl, spiega che «dopo l’arrivo delle ipotetiche offerte vincolanti verrà riaperto il tavolo con le segreterie sindacali». Il sindacalista si augura che «chiunque subentrerà abbia l’interesse ad assorbire quante più persone e si possa costruire un percorso e magari reintegrare nel tempo tutte le unità produttive». Di Natale si mostra fiducioso: «Lo sono stato sin dall’inizio perché lo stabilimento di Ortona sia per struttura che per logistica si presta a qualsiasi iniziativa di piano industriale».
Va ricordato inoltre che i lavoratori in passato hanno già vissuto una riconversione, quindi sono pronti a questo passo, avendo già dimostrato di essere polivalenti e professionali sotto tale aspetto. I sindacati guardano con attenzione anche ad un altro dettaglio non di poco conto. Lo spiega Di Natale: «Per i dipendenti che rimarranno fuori da questo processo, ci auguriamo che ci sia la volontà di Yokohama di valutare un incentivo all’esodo abbastanza importante. È inutile negare che la riconversione difficilmente vedrà coinvolte tutte le 84 persone, almeno nella prima fase», conclude l’esponente della Femca Cisl. «Pertanto anche quest’ultimo aspetto non credo sia marginale».
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