Yokohama, c’è l’offerta di due gruppi

31 Ottobre 2020

Un’azienda pronta ad impiegare 30 dipendenti, l’altra fino a 150. I sindacati: siamo soddisfatti, ora vogliamo incontrarle

ORTONA . Sono due le offerte vincolanti pervenute per l’acquisizione dello stabilimento Yokohama di Ortona. Ieri mattina nel vertice che si è tenuto a Confindustria, i sindacati hanno appreso dell’interesse concreto di due dei tre gruppi che nelle ultime settimane hanno visitato il sito produttivo di contrada Tamarete chiuso ormai dal mese di luglio. La terza azienda non avrebbe avanzato l’offerta per ragioni tecniche. Le cordate che invece vanno avanti nelle trattative continuano a voler rimanere nella riservatezza. Si tratta comunque di un gruppo emiliano ed un altro lombardo.
Il primo prevedrebbe l’impiego di trenta persone, il secondo invece arriverebbe addirittura a 150. Ciò significherebbe quasi raddoppiare il numero dei lavoratori presenti nel sito fino a qualche mese fa (84). Sul fronte delle produzioni, la società emiliana rimarrebbe nel settore della gomma-plastica mentre quella lombarda si organizzerebbe su quattro progetti da portare avanti insieme. Il primo si basa su una linea di continuità - ossia la produzione di tubi off shore -, un altro su forniture navali, il terzo legato a motori elettrici per biciclette e scooter. Il quarto progetto, invece, darebbe la possibilità a una quindicina di persone di spostarsi - con una navetta messa a disposizione - in un’altra località abruzzese dove la società è già strutturata e in cui produce particolari tubi.
Sicuramente il vertice in Confindustria di ieri è stato positivo ma ora i sindacati chiedono di confrontarsi con queste aziende stesse per capire meglio i piani industriali presentati e poter fare una valutazione più consapevole. «Il liquidatore ci ha elencato i progetti», commenta il segretario regionale della Filctem Cgil. Carlo Petaccia, «adesso chiediamo di confrontarci con queste aziende per capire meglio alcuni aspetti che non ci sono ancora chiari. Di sicuro, però, il quadro è positivo». Il 5 novembre dovrebbe tenersi un nuovo incontro per finire le trattative legate alle procedure di licenziamento, ma non è escluso che in quella data ci sia anche l’incontro con i due gruppi interessati. Tuttavia in merito non c’è ancora un’ufficialità. «Rimane un cauto ottimismo», commenta il segretario regionale della Uiltec Uil, Riccardo De Feo, «perché comunque si sta parlando di un ricollocamento del personale e quindi di una ripartenza del sito di Ortona. Ci mancano alcuni elementi per poter dire che un’offerta sia meglio dell’altra, a prescindere dai soli numeri. Pertanto il piano industriale va analizzato, così come le modalità di assunzione dei dipendenti». Conclude il segretario regionale della Femca Cisl Abruzzo Molise, Ettore Di Natale: «Vogliamo interloquire con le due società, lo abbiamo chiesto ufficialmente e non credo ci saranno problemi affinché questo avvenga. Siamo ottimisti, la presenza di due offerte vincolanti non può che farci piacere ed è un primo passo su cui costruire il futuro di questo importante stabilimento ortonese».
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