Yokohama, operai in strada per protesta

24 Settembre 2020

Ortona. Occupata la via davanti all’azienda che porta al casello A14: altre manifestazioni per dire no agli 84 licenziamenti

ORTONA . Lo avevano preannunciato e ieri dalle parole sono passati ai fatti. Gli 84 lavoratori della Yokohama dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo hanno dato vita ad una dura forma di protesta in difesa del loro futuro occupazionale. Ieri pomeriggio, muovendo dal presidio istituito da ormai due mesi davanti ai cancelli dello stabilimento di contrada Tamarete, hanno occupato la strada che conduce al vicino casello autostradale. Una manifestazione dimostrativa della volontà delle maestranze di continuare a lottare in questa vertenza che per loro si fa sempre più complessa e delicata. Con tanto di striscioni e bandiere hanno manifestato per difendere il posto di lavoro e per ribadire le loro intenzioni di voler essere costantemente informati sulle trattative in corso per la possibile cessione del sito produttivo. «Noi non molliamo», recita, uno degli striscioni con cui hanno invaso la strada.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la Digos per monitorare la situazione ed evitare che si creassero particolari criticità. La rimostranza dei lavoratori è stata comunque pacifica e non si sono venute a creare grossi problemi se non qualche rallentamento e disagio alla viabilità.
La protesta di ieri è stata una prima risposta alle decisioni prese dalla multinazionale giapponese, che ha deciso di non avvalersi degli ammortizzatori sociali. Una scelta che anche le stesse istituzioni ritengono ingiustificabile alla luce delle alternative messe sul piatto dal governo che sarebbero andate incontro alle esigenze degli operai. Ora gli stessi lavoratori chiedono tramite i sindacati di poter seguire gli sviluppi delle trattative con i tre gruppi che hanno mostrato interesse a rilevare lo stabilimento: «Vogliamo essere presenti a tutti i tavoli, non possiamo permetterci di essere esclusi o di essere informati solo a cose fatte», dicono. «Siamo pronti ad organizzare altre iniziative e forme di protesta che mantengano alta l’attenzione per la nostra situazione».
Intanto Confindustria Chieti - Pescara ha convocato per domani, alle ore 16, il primo incontro con riferimento alla procedura di licenziamento collettivo.