Yokohama, sì alla ripresa Domani si torna a lavorare

Ortona. L’azienda pronta a ricominciare l’attività ma i sindacati sono contrari Cgil, Cisl e Uil si appellano a sindaco e prefetto: intervenite per cambiare la decisione
ORTONA. La Yokohama di Ortona è pronta a ripartire con la produzione ma i sindacati non ci stanno e si appellano al sindaco Leo Castiglione e al prefetto di Chieti, Giacomo Barbato, affinché provvedano a bloccare le intenzioni dell’azienda. Lo stabilimento che produce tubi off-shore per condotte petrolifere e che conta circa ottanta lavoratori, ha annunciato la riapertura per la giornata di domani per iniziare la fase preparatoria in vista della ripresa dell’attività lavorativa vera e propria in programma per martedì prossimo.
La notizia spiazza le organizzazioni sindacali che, venute a sapere delle intenzioni, hanno scritto al primo cittadino ortonese e al prefetto una comunicazione a firma di Carlo Petaccia, Ettore Di Natale e Riccardo De Feo rispettivamente in rappresentanza delle segreterie regionali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Nella lettera denunciano la decisione della direzione aziendale della società di tornare a produrre dal 9 aprile: «La Yokohama, dopo varie pressioni, aveva deciso anche a seguito dell'ordinanza comunale dove la stessa richiedeva il riconoscimento della zona rossa, di intraprendere la soluzione del distanziamento sociale applicando la cassa integrazione guadagni ordinaria causale Covid-19».
Una zona rossa che, come noto, la Regione Abruzzo ha accordato e che – anche se riguarda la sola contrada di Caldari – è testimonianza di come Ortona sia stata particolarmente interessata dall’emergenza coronavirus. «È utile specificare che la società Yokohama non rientra tra quelle le cui attività sono considerate di prima necessità», rimarcano i sindacati, «e il prodotto finale dell’azienda è da ritenersi non essenziale, come da emanazione ministeriale». Petaccia, Di Natale e De Feo ricordano inoltre che «il governo ha deciso prorogare le misure restrittive fino al 13 aprile e tutti siamo in attesa delle prossime decisioni in merito».
I sindacati affermano per di più che le decisioni in merito alla ripresa dell’attività produttiva, siano state prese senza un minimo di confronto tra le parti. Ed allora auspicano che prefettura e Comune di Ortona possano «intervenire solertemente affinché si receda dalla decisione intrapresa e si continui con la sospensione delle attività».
Le organizzazioni sindacali sono pronte a far valere le proprie ragioni: «Sicuramente saremo attenti alla ripartenza economica», conclude Petaccia della Cgil, «ma in questo momento l’aspetto sanitario ha la priorità su tutto il resto»,
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