Zavattaro smentisce, Febbo va in procura

L’ex manager taglia corto: «Solo una battuta», il consigliere azzurro: «Lo dirà il magistrato». Oggi via libera al nuovo ospedale
CHIETI. Se un giornalista domanda: ha mai ricevuto pressioni politiche? E l’altro risponde: «Diciamo che in ospedale girano pizzini...», che cosa significa? Per il manager, anzi l’ex manager della Asl di Chieti, Francesco Zavattaro: «Era solo una battuta». Sì, il direttore generale della Asl più grande d’Abruzzo, messo alle corde dalla politica e costretto persino a dimettersi, ha ancora voglia di scherzare. Di fare battute. Se poi la seconda domanda è: da chi e per chi li ha ricevuti? E lui risponde: «Io personalmente non sono stato interessato altrimenti sarei subito andato a denunciare il fatto», è chiaro che il giornalista deve andare avanti nell’intervista. Magari – visto il tema e il ruolo apicale rivestito da chi sta rispondendo – rassicurando l’intervistato che il taccuino resterà chiuso. Ma non le orecchie.
Di fatto, dopo aver pronunciato una parola chiave e inquietante, “pizzini”, ovvero raccomandazioni per medici e primari, e di chi se no visto che parliamo di ospedale? Il manager con le valigie si trincera dietro il silenzio, dopo aver specificato che quei pizzini «non sono documentabili». E, 24 ore dopo l’intervista, rilasciata per telefono giovedì pomeriggio al Centro, smentisce tutto parlando di creazione giornalistica, fantasia e invenzione. Salvo ammettere di aver pronunciato la parola “pizzini” ma solo per fare una battuta. E specificando che in ospedale i pizzini si fanno per gioco: il gioco, come lui lo definisce nel testo che pubblichiamo a destra, del «totovincitore che puntualmente si scatena in occasione di concorsi e nomine». Ah! se ci fosse Flaiano. Ma a Chieti c’è Mauro Febbo, leader locale di Forza Italia, che afferra al volo la palla e, in piena guerra elettorale sull’ospedale, impacchetta la frase dei pizzini e le altre dichiarazioni del manager in partenza (vedi la sua nota a destra) e va dal magistrato. Poi, e infine, c’è il centrosinistra di Luciano D’Alfonso che pare disinteressarsi dei pizzini (chi tace acconsente?) ma fissa, proprio per oggi, a 8 giorni dalle elezioni teatine, l’approvazione della delibera del nuovo ospedale. Cioè la pubblica utilità del project financing, progetto di finanza, di 200 milioni di euro, proposto da un gruppo di colossi, con a capo la Maltauro, già coinvolta nello scandalo del Mose, sponsorizzato da Zavattaro ma bocciato ben quattro volte dalla Regione. Che oggi invece gli dà il via libera. Lo fa peraltro subito dopo che il manager ha ufficializzato le sue dimissioni irrevocabili.
Chi sa dare una risposta a queste (apparenti) contraddizioni vince il Pulitzer. Il tema sanità non va lasciato perdere: neppure una riga oppure un semplice inciso va buttato via.

