«Zinni non poteva essere salvata»

Un anno fa la morte della mamma 29enne per malore: è stata un’embolia polmonare
VASTO. A provocare l'arresto cardiaco e la morte di Anna Zinni, 29 anni, la giovane madre scomparsa un anno fa dopo un improvviso malore fu un'embolia polmonare. La giovane madre non poteva essere salvata. A queste conclusioni è giunto il professore Cristian D'Ovidio, il medico legale che eseguì l'autopsia sulla donna insieme al collega Aldo Salvi, specialista in Medicina interna e cardiologia. Il professore ha depositato in questi giorni in Procura le conclusioni della perizia che alleggerisce quindi la posizione dei quattro medici indagati dalla Procura della Repubblica di Vasto per omicidio colposo.
L'avviso di garanzia, quale atto dovuto, era stato inviato ai medici che avevano preso in carico e assistito la donna fino al momento del decesso. Nella lunga e dettagliata relazione il professor D'Ovidio spiega cosa ha provocato l'embolia polmonare. Anna Zinni morì il 23 marzo 2021. La donna non soffriva di patologie cardiache congenite, né pare avesse avvertito nei giorni precedenti la tragedia, sintomi premonitori. La ventinovenne si sentì male in un discount di via Pitagora: era con la madre a fare alcuni acquisti. Trasferita d'urgenza dal 118 all'ospedale San Pio, si spense dopo due ore di tentativi di rianimazione. Una Tac post mortem rivelò la presenza di un'embolia confermata ora dal professor D'Ovidio.
I soccorsi, a detta dei sanitari, furono frenetici nel disperato tentativo di mantenere in vita il muscolo cardiaco della paziente. La donna venne portata anche in terapia intensiva e stimolata con il defibrillatore. I carabinieri hanno raccolto sulla vicenda diverse testimonianze consegnandole in Procura.
Gli esperti assicurano che quello che è accaduto alla ventinovenne di Vasto, non è affatto raro. Nella relazione dei periti vengono chiariti molti aspetti e fornite ai legali che rappresentano i familiari, le risposte a diversi quesiti. All'autopsia assistettero un anno fa anche i periti nominati dalla famiglia della donna. La magistratura terrà conto anche delle loro conclusioni. Certo è che a distanza di un anno il dolore per la morte della giovane mamma a Vasto è ancora immenso. Chi voleva bene ad Anna non riesca a rassegnarsi. E sono davvero in tanti. (p.c.)
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