«Zona industriale nel degrado» L’opposizione accusa la giunta

20 Ottobre 2018

GUARDIAGRELE. Zona industriale in abbandono: dopo il Comitato civico “La Voce”, anche il gruppo di opposizione consiliare “Progetto per Guardiagrele” con i consiglieri comunali Donatello Di Prinzio,...

GUARDIAGRELE. Zona industriale in abbandono: dopo il Comitato civico “La Voce”, anche il gruppo di opposizione consiliare “Progetto per Guardiagrele” con i consiglieri comunali Donatello Di Prinzio, Flora Bianco e Orlando Console, scende in campo per evidenziare lo stato di totale degrado in cui si trova l’area di Piano Venna, dove gli imprenditori sono ora costretti anche a far pulire nelle strade, a proprie spese, le tante erbacce della vegetazione spontanea.
«Quello che più preoccupa», sottolinea il capogruppo consiliare Donatello Di Prinzio, «è però la situazione di degrado in cui si trovano le opere infrastrutturali e l’inerzia finora dimostrata dall’amministrazione comunale nell’intervenire per una soluzione, pur sapendo che ci sono le basi per farlo». Di Prinzio, ricorda infatti che il Comune di Guardiagrele nel 2012, durante l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sandro Salvi, ha approvato un protocollo di intesa tra il Consorzio per lo sviluppo industriale del Sangro e la ditta Pvg Solar Srl in cui si convenne che, a fronte della nuda proprietà del terreno, il Comune avrebbe beneficiato di parte delle somme provenienti dalla concessione alla ditta. «Le prime somme, per un importo di circa 70.000 euro», precisa Di Prinzio, «dovevano servire per il miglioramento della viabilità comunale e, in particolar modo, per la sistemazione dei giunti di dilatazione del viadotto Dendalo che, al momento, rappresenta l’unico ingresso alla zona industriale. Abbiamo ribadito ancora una volta tutto questo all’attuale sindaco Simone Dal Pozzo, dopo aver sollecitato nel 2016 l’attuazione dell’accordo con l’ex Consorzio industriale, oggi Arap. Ora», conclude Di Prinzio, «ci auguriamo solo che il primo cittadino, seppur non voglia rispondere ai nostri solleciti, ascolti perlomeno le tante richieste che partono dagli imprenditori».
Giovanni Iannamico
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