Ztl, scattano 5mila multe I negozianti fanno ricorso

Insorgono i commercianti di via Toppi: «Contravvenzioni prima dei permessi» Diffida al Comune: «Stop alle sanzioni in attesa dell’esito del contenzioso»
CHIETI. Circa 5mila multe in sette mesi nelle zone a traffico limitato della città sorvegliate dalle telecamere. È pioggia di contravvenzioni dall’attivazione degli occhi elettronici ai varchi, ma spuntano anche ricorsi e diffide al Comune.
La situazione più difficile è in via Toppi: gli esercenti chiedono orari più consoni a quelli del commercio. «Via Toppi non è corso Marrucino», considera il farmacista Angelo Spatocco, titolare della storica farmacia di via Toppi, «non possono ghettizzarci con questi orari, qui non c’è il passeggio che si trova sul corso. E inoltre questa strada è sempre stata una via d’uscita dalla città». «Se si continua in questo modo», aggiunge il parrucchiere Gennaro Mancini, «questa strada e l’intero quartiere, già duramente provati, finiranno per morire». «Il problema è che anche la mancanza di comunicazione da parte del Comune», spiega Francesco Lapenna, della pasticceria Da Lorenzo, «l’assessore alla viabilità Mario Colantonio ci aveva assicurato che le telecamere non sarebbero state attivate subito, insieme alle altre ztl, e in effetti in un primo periodo è stato così. Poi, senza un’adeguata comunicazione, le telecamere sono state attivate e residenti e commercianti non avevano provveduto a richiedere i permessi. Dunque da un momento all’altro ci siamo ritrovati le multe sul tavolo. Circa 90 euro a verbale. E molti ne hanno ricevuti diversi».
Residenti e commercianti non pensavano che le telecamere sarebbero state accese sia perché, attraverso l’avvocato Alessandro De Iuliis, hanno presentato un ricorso al Capo dello Stato Sergio Mattarella di cui si attende l’esito, sia perché l’assessore Colantonio aveva assicurato che si era «provveduto ad esaminare le richieste dei commercianti stessi».
Le telecamere in via Toppi sono state attivate dal primo febbraio. Lapenna ha raccolto in una busta una sessantina di multe che saranno oggetto di ricorso collettivo al giudice di pace. Ad occuparsene sarà sempre l’avvocato De Iuliis. Ma prima di avviare i ricorsi, De Iuliis vuole mettere in campo un’altra mossa: una diffida al Comune, da inviare a giorni, per chiedere «il ritiro in autotutela dei verbali pervenuti». Se dal Comune non ci sarà risposta, si procederà prima con l’impugnazione davanti al prefetto, «visto che si tratta di una questione quasi di ordine pubblica, che interessa un intero quartiere, con residenti e commercianti colpiti nella loro buona fede, quando si sono ritrovate le multe sul tavolo». L’ultima mossa, invece, sarà quella della valanga di ricorsi al giudice di pace.
Ma anche nelle altre zone a traffico limitato della città ci sono malumori e sono partiti dei ricorsi. Il 21 maggio è attesa la sentenza per il ricorso presentato dall’avvocato Enrico Raimondi per la zona a traffico limitato di via Ravizza.
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