Zulli a Di Primio: «Assente come al solito»

17 Febbraio 2015

L’intervento del vice dell’Anpi dopo la lite-non lite tra Pd e Rifondazione davanti alla lapide degli eroi

CHIETI. «Per ristabilire la verità dei fatti», comincia così la lettera di Giustino Zulli sulla lite-non lite tra il Pd e Rifondazione, domenica mattina sul Corso, davanti alla lapide dei nostri martiri.

«Nel ringraziare "il Centro" per lo spazio dedicato alla manifestazione per onorare la memoria dei nove martiri teatini fucilati l'11 febbraio 1944 dai nazifascisti a Colle Pineta di Pescara, per evitare che una bella iniziativa venga ricordata per "la lite in piazza", vorrei dare un contribuo anche per ristabilire la verità dei fatti.

La sezione teatina dell'Anpi, unica organizzazione ad aver partecipato con una propria delegazione alla celebrazione che si è svolta l'11 febbraio scorso a Colle Pineta, in una recente riunione del suo comitato direttivo, su mia proposta, ha deciso il lancio di una sottoscrizione pubblica per pagare le spese necessarie per ricordare i nomi, da incidere su una lapide, di sei partigiani della "Banda Palombaro"- Aldo e Alfredo Grifone, Leonida e Marcello Mucci, Aldo Sebastiani, Menotti Guzzi e il capitano pilota Giovanni Baraldi - da collocare all'interno della "Cappella Taraborrelli", essendo stati traslati nelle tombe di famiglia, i poveri resti degli altri partigiani fucilati.

Non avendo la disponibilità di un banchetto per la sottoscrizione, mi sono rivolto ad Alessio Di Iorio per averne uno in prestito, risultato poi inutile avendo giustamente deciso di unificare, con quella proposta dall'Anpi, che con i suoi iscritti ha contribuito anche alla pulizia della lapide in Piazza Martiri, la sottoscrizione lanciata dall'Altra Chieti. C'è stata qualche incomprensione che ha determinato solo una discussione-che comunque poteva e doveva essere evitata-non una lite come ha scritto "il Centro", che non può macchiare l'alto valore della giornata che ha fatto registrare un primo positivo risultato costituito dai 320 euro raccolti in poco più di un’ora, una buona partecipazione di tante persone, tra le quali molti giovani e ragazze, che si sono soffermate a lungo a leggere i cartelloni rievocativi preparati dalla nostra sede locale. Il dato politicamente più rilevante non è la discussione tra esponenti del Pd e Rc ma la assenza del sindaco Di Primio, ex fascista, che ha trovato il tempo, indossando la fascia tricolore, per andare giustamente a rendere omaggio alle vittime delle foibe, nelle quali non risultano presenze di teatini, mentre in tutto l'arco del suo mandato non ha mai partecipato alle celebrazioni delle vittime teatine del nazifascismo. Se al sindaco Di Primio queste rievocazioni fanno venire l'orticaria, perché non delegare un consigliere di maggioranza o di minoranza, magari più sensibile ai valori della nostra Repubblica e della sua Costituzione, frutto dell'eroica lotta di liberazione nazionale partigiana dalla tirannide nazifascista?

Giustino Zulli

(vice presidente sezione A.N.P.I Chieti "Alfredo Grifone")