Zulli: bollette on line, perché le spese extra?
CHIETI. Rivoluzione telematica alla Teate Servizi con l’attivazione del “Cassetto tributario”, c’è chi chiede di più. Giustino Zulli plaude alla semplificazione del sistema di riscossione delle...
CHIETI. Rivoluzione telematica alla Teate Servizi con l’attivazione del “Cassetto tributario”, c’è chi chiede di più. Giustino Zulli plaude alla semplificazione del sistema di riscossione delle imposte via web, ma fa suggerimenti sulla possibilità di pagamento on line per tutti i servizi erogati dal Comune.
Il “Cassetto tributario” è un servizio telematico che consente da qualche giorno ai contribuenti di pagare on line le bollette. Il servizio funziona in maniera abbastanza semplice: basta andare sui sito, www.teateservizi.it e inserire il proprio codice fiscale. In automatico compariranno i bollettini da pagare, le date di scadenza e tutte le informazioni relative alle imposte comunali. Ma c’è una commissione dell’1.20%.
Ecco invece cosa propone Zulli. «Premettendo di essere completamente d'accordo con l'esigenza di migliorare il rapporto dei cittadini con la pubblica amministrazione in generale e con il proprio Comune in particolare attraverso la semplificazione di tutto quanto possibile, chiedo solo di sapere perché, a differenza di quanto avviene, per esempio, con il pagamento delle bollette per energia elettrica, gas, telefono ecc. non sia stato possibile effettuare la domiciliazione e il pagamento on line, ovviamente per chi usa il computer, senza spese aggiuntive, di quanto bisognerà pagare per i servizi erogati dal Comune che mi pare ha un servizio di tesoreria con banche che hanno lo sportello in città. La domiciliazione bancaria o postale, inoltre, eviterebbe anche l'archiviazione delle bollette, visto che trimestralmente, semestralmente o annualmente, le banche e le poste inviano gli estratti conto di tutte le operazioni effettuate nel periodo considerato, compreso il pagamento delle bollette.
Inoltre, in un momento in cui c'è molta disoccupazione di giovani diplomati e laureati, rallegrarsi perché si risparmierebbe “sulle collaborazioni lavorative” (in altre più brutali parole, licenziando oppure non assumendo), come ha detto il presidente della Teate Servizi, lo trovo quanto meno singolare».

