È boom di menù a domicilio e da asporto

3 Maggio 2020

Le attività si organizzano per tornare a lavorare. Tiberio (Confcommercio): «Sono una ripartenza, ma non la soluzione»

LANCIANO . Cornetti e caffè, pasta e hot dog, pizze e gelati: sui social è un pullulare di menù e numeri da contattare per una consegna a domicilio dei succulenti piatti o per andare a prenderli da asporto. Occhi e palati da conquistare per i ristoratori che, costretti a riaprire bottega non prima del 1° giugno, cercano alternative per evitare la chiusura definitiva dell’attività. Da qui il ricorso alle consegne a domicilio e all’asporto. «La consegna a domicilio era già consentita, mentre l’asporto in Abruzzo è stato anticipato e concesso dal 24 aprile», dice l’assessore al commercio Francesca Caporale, «il cliente può andare al locale prendere il cibo da consumare non in loco. E proprio per favorire l’asporto, nell’incontro fatto pochi giorni fa con i ristoratori del centro storico, abbiamo deciso di non riattivare la Ztl, sospesa da settimane. Permettiamo ai clienti di potersi recare nei locali del centro e ritirare il cibo evitando assembramenti e mantenendo le distanze. L’asporto e le consegne a domicilio», continua, «servono ai commercianti per iniziare a rientrare nel mercato e cominciare a incassare qualcosa. Per altri provvedimenti stiamo valutando ad esempio come ampliare le aree pedonali per far mettere i tavolini all’aperto».
«Asporto e consegne a domicilio sono un ripartire non la soluzione ai problemi del settore», dice Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio. «Inoltre far partire questi servizi per chi non li faceva non è stato facile. Una cosa è fare le consegne a domicilio, che non si sono mai fermate, altro è l’asporto che ha richiesto un’organizzazione diversa ai ristoratori e bar. L’apertura di questo settore del commercio al 1° giugno, è sicuramente una ripartenza molto ritardata rispetto a quello che ci si aspettava. Vedremo se ci saranno “deroghe” fermo restando che la salute resta preminente su tutto il resto».
Per Viviana Natale di Confesercenti, «l’asporto è una agevolazione ora che le attività sono ancora chiuse, e non è stato facile farlo partire per tutti. Infatti», aggiunge, «molti associati in questi giorni ci hanno chiesto specifiche e chiarimenti. In generale commercianti e imprese sono piuttosto critici e premono per la riapertura. Confesercenti sta cercando di farla anticipare, fermo restando la messa in sicurezza delle attività. Per ora l’asporto si sfrutta per poter in qualche modo sopperire alle spese e sempre con la speranza che duri il meno possibile».
«Asporto e consegne ci permettono di riaprire ma non risolvono i problemi», chiude Rocco Finardi di Ascom, «consente di coprire una parte delle spese vive, ossia le utenze, che sono una fetta importante del fatturato e che purtroppo non si abbassano per via delle tasse che ci sono».
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