È caccia a chi ruba l’acqua dal Trigno

9 Settembre 2017

Il Consorzio di bonifica sud annuncia verifiche sul tratto di fiume per stanare prelievi non autorizzati e usi impropri

VASTO. Emergenza idrica: il peggio sembra essere passato. L’abbassamento delle temperature, la massiccia riduzione dei residenti e le piogge cadute in questi giorni, anche se brevi, stanno ridando acqua al Trigno, unico immissario della diga di Chiauci. Anche se l’invaso resta in sofferenza, il Consorzio di bonifica sud ieri è riuscito a dare al territorio 180 litri si acqua al secondo. La comunicazione è stata fatta dal commissario Franco Amicone ieri mattina a Chieti nel corso dell’incontro convocato a Chieti dal prefetto Antonio Corona. Superati i giorni da bollino rosso, l’attenzione di Amicone è ora puntata sulla quantità ingiustificatamente ridotta di acqua che da Chiauci arriva a valle. La dispersione durante il percorso è pari al 50%. Le cause possono essere diverse. Un mese fa la stessa Pilkington, sospettando prelievi illegali lo aveva ricordato ad Amicone chiedendo controlli al Consorzio e agli altri enti preposti.
«I controlli saranno fatti non appena saremo certi di esserci lasciati questa grave emergenza idrica alle spalle. Le ispezioni cercheranno di stanare eventuali furbetti», ha confermato Amicone. Dalla diga di Chiauci viene rilasciata acqua che arriva a valle in quantità, ingiustificatamente, ridotta. Per questa ragione il commissario dell’ente di bonifica ha predisposto accurate verifiche su tutto il percorso del fiume al fine di verificare e individuare prelievi non autorizzati ed eventuali usi impropri. «Quello che è successo a luglio e agosto 2017 è incredibile. Non intendiamo ancora abbassare la guardia anche se difficilmente si ripresenterà una situazione analoga a quella delle passate settimane. Resta l’allerta anche se lentamente stiamo tornando alla normalità. Fino al 30 settembre saranno fatti prelievi dall’Arap anche dalla cosiddetta traversa di Pietrafracida ma per uso industriale e non potabile. Per l’uso potabile l’acqua viene prelevata da San Giovanni Lipioni. Amicone nel frattempo segue l’iter per il raddoppio dell’invaso di Chiauci. «Il Consorzio ha appaltato i lavori per la sistemazione dell’ammasso roccioso e entro metà ottobre saranno appaltati anche i lavori per la messa in sicurezza delle paratoie. Salvo imprevisti, l’estate prossima potremmo avere il doppio dell’acqua a disposizione», dice Amicone. La prossima primavera, dopo le verifiche dei tecnici del Servizio dighe di Napoli, il territorio saprà se la grande sete è finita.
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