È caccia ai quattro banditi Al setaccio le telecamere

25 Settembre 2018

Si cerca l’auto con cui la gang, composta da italiani e stranieri, ha raggiunto la villa Ritrovata la Fiat Sedici usata per la fuga. Da un bancomat prelevati 1.200 euro

LANCIANO. È caccia serrata e senza sosta ai quattro banditi con il volto coperto che domenica notte hanno sequestrato e seviziato in casa il medico Carlo Martelli e la moglie Niva Bazzan. La pista più accreditata, per le modalità e la violenza usata, è quella di una banda specializzata, composta da italiani e persone dell’Est.
TELECAMERE. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere in entrata e uscita da Lanciano. La città è dotata di una rete di videosorveglianza sulle principali strade di accesso, anche se non tutti gli occhi elettronici funzionano. Per questo non sono stati tralasciati gli impianti posti a protezione di condomini, negozi e aziende, anche vicino alla villa dei Martelli, in contrada Villa Carminello. Si cerca quale auto sia transitata in città, tra le 2 e le 3,30, per raggiungere la villa della rapina. Alla guida probabilmente un basista, lo stesso che avrebbe fornito l’indicazione errata della presenza di una cassaforte nella villa.
AUTO RITROVATA. E si studia soprattutto il percorso tra la villa e contrada Serre, dove domenica sera, poco prima delle 20, è stata ritrovata la Fiat Sedici del dottor Martelli con cui i rapinatori si sono allontanati. Una via di fuga verso la Val di Sangro e il casello dell’A14. Il suv è stato analizzato dalla Scientifica con luci speciali alla ricerca di impronte, capelli e tracce biologiche, da inviare poi a laboratori specializzati. I dati ricavati saranno confrontati con il database dei criminali schedati. Si sta analizzando anche la Toyota Yaris della moglie del medico, utilizzata per fare i prelievi al bancomat.
PRELIEVI. E arrivano i primi riscontri sui prelievi effettuati dai banditi con le tre carte di credito e bancomat dei coniugi. Uno, come riscontrato dalla Bnl, ha fruttato alla banda 1.200 euro. Ma non sarebbe l’unico. Dagli istituti di credito gli investigatori sono riusciti ad estrapolare anche le immagini della videosorveglianza, che si spera possano fornire elementi utili per individuare i banditi, anche se questi non hanno mai scoperto il volto.
SUMMIT IN PROCURA. Si è svolto ieri mattina un vertice in Procura, coordinato dal procuratore capo Mirvana Di Serio. Presenti gli uomini dello Sco giunti da Roma, i dirigenti della questura di Chieti e del commissariato di Lanciano. Ma si lavora in sinergia anche con le altre forze dell’ordine. La villa dei Martelli è sotto sequestro, come le due vetture.
IL QUESTORE. «Una violenza spropositata su persone inermi che non hanno avuto nemmeno il tempo di rendersi conto». Così il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, commenta la rapina ai coniugi Martelli, con il marito picchiato selvaggiamente in volto e la moglie mutilata di una parte di orecchio. «Stiamo lavorando 24 ore su 24 per acquisire quanto più materiale possibile», spiega, «non stiamo tralasciando alcun aspetto, neanche situazioni pregresse, anche se il modus operandi non è esattamente lo stesso. Ma non ci sentiamo di trascurare niente, neanche il minimo particolare». Il riferimento è soprattutto alla rapina subita dal commerciante Domenico Iezzi, a San Vito, anche questa “firmata” con la mutilazione di un dito. «Rispetto ad altre rapine poi», aggiunge Borzacchiello, «questa è un po’ atipica. L’uso del bancomat, infatti, non rientra nei canoni della malavita».
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