È caccia all’aggressore di don Michele

Il sacerdote ascoltato di nuovo dai carabinieri. Il vescovo: per una mela marcia non si accusano tutti gli extracomunitari
LANCIANO. È stato ascoltato di nuovo dai carabinieri don Michele Di Lorenzo, sacerdote responsabile della pastorale della cultura dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona e storico parroco dello Spirito Santo, rapinato martedì mattina da un extracomunitario mentre passeggiava sul lungomare tra Fossacesia e Torino di Sangro. Un’aggressione violenta che il religioso ha ricostruito già due volte ai militari di Fossacesia, che fanno capo alla compagnia di Ortona guidata dal maggiore Roberto Ragucci. Don Michelino è arrivato in caserma in auto attorno alle 13, insanguinato, ha raccontato quanto accaduto e poi si è andato al Pronto soccorso del Renzetti per le cure. Ha ecchimosi, ferite e un tutore al braccio sinistro gonfio e nero. «Stiamo verificando quanto denunciato dal sacerdote», dice il maggiore Ragucci, «ascoltando bene i fatti, ricostruendo la vicenda e cercando di individuare l’aggressore». «Ho ribadito quello che mi è accaduto», dice don Michelino di ritorno dalla caserma, «e i carabinieri stanno radunando alcune foto segnaletiche per individuare il presunto autore dell’aggressione. Io ho bene in mente il volto di quella che era una belva in cerca di soldi. Spero sia preso per evitare che possa fare del male ad altre persone». Il sacerdote ha ribadito che martedì attorno alle 12,30, mentre passeggiava, un ragazzo di colore in sella ad una bici lo ha salutato e fermato per avere un euro. Lui gliene ha dati 3-4 ed è andato via. Ma il ragazzo lo avrebbe raggiunto a piedi e aggredito rubandogli lo smartphone e 40 euro che aveva nel borsello. Voleva altri soldi e per questo lo ha afferrato per le braccia, torcendogli quello sinistro, lo ha graffiato e minacciato. Ma il prete si sarebbe divincolato per fuggire poi di corsa. «Questo accade perché c’è disagio ovunque», commenta amareggiato l’arcivescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone, «poteva succedere a un giovane, ad una donna, ad un anziano. Dispiace per don Michele. Non è che per una mela marcia, però, bisogna accusare tutti. Come Chiesa siamo per l’accoglienza e l’apertura verso il prossimo, di qualsiasi etnia sia». «Siamo tutti vicini a don Michelino», dice il sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, «sono certo che i carabinieri riusciranno a identificare l’autore dell’aggressione. Quanto avvenuto martedì, però, mette in luce quanto sia forte la percezione di insicurezza pubblica diffusa sul territorio, che sale ogni volta che uno straniero commette un reato ad alto impatto sociale. Il problema dell’immigrazione è diventato un fardello troppo pesante per tutti, è un’emergenza che divide la nostra società».
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