«È diverso dal progetto Quell’albero è da rifare»

I consiglieri di opposizione mostrano la diffida del Comune ai realizzatori Per il centrodestra, poi, l’opera costa troppo: «Ridate all’ente i 5mila euro»
LANCIANO. È da rifare l’albero ecosostenibile e “senziente” realizzato con bancali di legno in piazza Plebiscito per il Natale. Dimensioni e forma sono diverse dal progetto originale presentato alla commissione comunale che ha dovuto valutare le varie manifestazioni di interesse. Lo fa sapere la minoranza consiliare, mostrando la richiesta del responsabile unico del procedimento Davide Di Pilato a chi ha realizzato l’opera, l’associazione Arena 7. «La struttura», scrive il funzionario, «non è rispondente alla proposta progettuale presentata e approvata dal Comune né ci risulta alcuna successiva documentazione sulla diversa soluzione praticata. Si richiede di provvedere a conformare il manufatto alle previsioni di progetto, anche mediante scomposizione e riassemblaggio dei componenti». Il progetto approvato dal Comune non ricorda minimamente l’albero realizzato. Soprattutto per quanto riguarda la forma: quella su carta è conica con un puntale molto accentuato. L’albero in piazza è invece piramidale. «Sono costanti le sollecitazioni e gli appelli ricevuti in questi giorni dai cittadini», sottolineano i consiglieri Graziella Di Campli, Angelo Palmieri, Paolo Bomba, Antonio Di Naccio, Errico D’Amico, Riccardo Di Nola, Gabriele Di Bucchianico, Tonia Paolucci e Roberto Gargarella, «e contestiamo fortemente la spesa di 5mila euro: mai nella storia dell’amministrazione comunale frentana un albero è costato tanto. Si sarebbero potuti devolvere quei soldi ai bisognosi. Se poi l’albero realizzato non rispetta nemmeno il progetto originale, chiediamo che vengano restituiti i fondi già erogati e di non erogarne altri». Quanto alla valutazione dell’opera la minoranza è caustica: «Si doveva realizzare un’opera bella, ecologico ed economicamente sostenibile. L’obiettivo non è stato raggiunto. Se la valutazione del bello è soggettiva, quella del brutto, in questo caso, è un dato assolutamente oggettivo». Appello anche per il concerto di fine anno per cui, insiste l’opposizione, non è stato ancora deciso un luogo preciso: «Il gruppo non è nuovo a polemiche (il frontman dei MadeDopo al concerto del 1° maggio a Roma nel 2013 restò nudo dalla cintola in giù e brandì un preservativo come fosse un’ostia, ndc). Ci auguriamo che l’amministrazione vigili sulla futura performance».
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