È emergenza cinghiali: branco a spasso in centro

20 Novembre 2020

Lanciano. Gli animali notati dagli automobilisti nell’area del Parco Diocleziano La polizia provinciale controlla la situazione. Tanti i danni nelle campagne

LANCIANO . Un piccolo branco di cinghiali è stato notato nei giorni scorsi, tra lo stupore degli automobilisti di passaggio, a poche decine di metri dal pieno centro cittadino, nel Parco Diocleziano che verdeggia lussureggiante tra la città vecchia e quella nuova ed è chiuso al pubblico dal 2018. Si tratta di una coabitazione uomo animale abituale nella zona, rappresentata da una quindicina di animali, tenuti sotto controllo dagli agenti della polizia provinciale, che da qualche tempo hanno presenza quasi stabile nella zona. Si muovono tra via per Frisa e contrada Santa Giusta lungo dei crinali di via Panoramica di difficile accesso per le squadre volontarie dei selecontrollori e per gli agenti della provinciale. A volte il gruppo di cinghiali risale lungo il fosso di via per Frisa dalla ex fornace di contrada Santa liberata. E se da un lato la situazione ha creato curiosità e capannelli di auto che si sono fermati a fotografare e filmare gli ungulati a pochissime decine di metri dal quartiere Lancianovecchio e da piazza Plebiscito, dall’altro si teme l’emergenza. La vegetazione incolta e impervia li rende praticamente inattaccabili e prolifici. Nel caso del branco in questione è stata già notata dalla polizia provinciale la presenza di un maschio adulto del peso di oltre un quintale. «Stiamo monitorando la situazione», spiegano dalla stessa polizia provinciale, «e valutando di intervenire per allontanarli con attività mirate».
Ma il timore che si fermi tutto a seguito delle misure restrittive anti Covid da zona rossa è concreto. Molte squadre infatti sono composte da volontari che arrivano da altre località. Con il divieto di spostamento tra Comuni si rischia il collasso e che non si possa intervenire nemmeno in situazioni di emergenza. L’attività di controllo del territorio è di fatto un’attività di pubblico interesse e andrebbe rafforzata, soprattutto in ottica semi-lockdown dove la minor presenza di auto e di attività umane nei territori, potrebbe dar spazio ad una “invasione” di animali selvatici.
Ad essere disperati, oltre gli automobilisti, sono soprattutto i titolari di aziende agricole. Come Maurizio Iurisci, proprietario di diversi terreni nel frentano e nel lancianese per la produzione di cereali. «In Regione nessuno ci ascolta», dice, «ed è impossibile difendersi da vere e proprie mandrie di cinghiali. A volte sembra di assistere impotenti ad una guerra. I cani hanno paura e non c'è modo di allontanare questi animali che ormai si sono abituati alla presenza dell’uomo. Ho subito migliaia di euro di danni». Da settembre ad oggi, tra le attività di controllo e la caccia alla braccata dei cinghiali solo attorno alle campagne di Lanciano sono stati abbattuti 54 animali.