È finito in coma per difendere il fratello

I risvolti dell’aggressione di domenica sera al 23enne che ha ricevuto un pugno alla testa. La lite era iniziata in un pub
CASALBORDINO. In coma per difendere il fratello. Sarebbe questo, stando al racconto di alcuni amici, il motivo del pugno ricevuto da S.M., 23 anni, lo studente di Casalbordino colpito alla testa da S.A. 22 anni, di Vasto. Il giovane è intervenuto per placare gli animi e invece è finito in ospedale. Le condizioni di S.M., ricoverato da domenica sera nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Spirito Santo di Pescara, sono stabili. A trovare il giovane che ha un grave trauma cranico e un ematoma cerebrale, ieri mattina sono andati tanti amici e conoscenti della sua famiglia. Fra loro anche il sindaco, Filippo Marinucci.
«Quello che è accaduto spiace a tutto il paese. Il ferito è un bravo ragazzo. Siamo tutti in ansia per lui. Le prossime 48 ore saranno determinanti», ha commentato Marinucci.
S.M. è finito in Rianimazione per colpa di un pugno che lo ha fatto cadere al suolo dove ha battuto la testa. Il ventiduenne che ha sferrato il colpo è un giovane dal fisico atletico e che pare pratichi la boxe. Quando S.M. è stato colpito era in una delle piazze centrali di paese e molti giovani hanno assistito alla scena. Alcuni sono stati subito ascoltati dai carabinieri altri si sono presentati spontaneamente per testimoniare. Al momento A.S. è accusato di lesioni aggravate ma l’incriminazione potrebbe mutare.
Oltre alle testimonianze molto dipenderà dalle condizioni del ferito. Il giovane ieri è stato sottoposto alla cosiddetta Pic, il monitoraggio della pressione intracranica. Per due giorni il decorso celebrale sarà monitorato costantemente. La speranza è che l’ematoma cerebrale cominci a riassorbirsi e soprattutto che il trauma non provochi altre conseguenze.
In merito alle indagini le bocche degli investigatori sono cucite. «Siamo ancora nella fase degli accertamenti. Stiamo ricostruendo l’accaduto attraverso il racconto di chi ha assistito alla discussione. Ogni altra considerazione al momento sarebbe inopportuna», si limita a dire il capitano Roberto Ragucci, comandante della Compagnia di Ortona da cui dipende la caserma di Casalbordino.
La lite fra i giovani di Casalbordino e il gruppo di vastesi è iniziata in un pub. È nel locale che sarebbe sorto il diverbio fra A.S. e il fratello dello studente in coma. Gli investigatori intendono ascoltare anche gli avventori del locale. Sulla vicenda sarà rimesso un dettagliato rapporto al procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio. Le prossime ore saranno fondamentali sia per la vittima che per il feritore.
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