È grave dopo l’incidente con la bicicletta a lido Riccio, si sospetta un’auto pirata

M.N. di Rapino, ha battuto con violenza la testa ed è rimasto a terra fino all'arrivo del 118. E sull’A14 code di cinque km per i restringimenti
CHIETI. Stava pedalando in sella alla sua bici quando per motivi ancora da chiarire, è finito sull’asfalto. M.N. di Rapino, ha battuto con violenza la testa ed è rimasto a terra fino a quando è arrivata l’ambulanza del 118 per soccorrerlo.
L’incidente è avvenuto sulla Statale 16, al Lido Riccio, in prossimità dell’hotel Mara. A dare l’allarme un automobilista di passaggio rimasto sul posto fino a quando il ferito non è stato soccorso. L’equipaggio di terra, dopo un primo controllo, ha richiesto l’intervento dell’elisoccorso per trasportare il ciclista più velocemente all’ospedale Spirito Santo di Pescara. Il velivolo è arrivato sul luogo dell’incidente intorno alle 11,30.
L’atterraggio in un’area di sosta a pochi metri dal ferito. Il pilota ha dovuto faticare un po’ dal momento che le auto continuavano ad entrare nel parcheggio per trovare un posto. Il ciclista è stato portato a bordo e l’elicottero ha ripreso il volo per raggiungere Pescara. In seguito alla caduta il 54enne ha riportato un trauma cranico. Non ha mai perso conoscenza, ma ai medici è apparso in stato confusionale. Tanto da non sapere rispondere a una domanda fondamentale, se era stato investito da un’auto o se era caduto da solo. Sul posto anche una pattuglia della polstrada che ha provveduto ai rilievi. L’ipotesi più attendibile è che l’uomo abbia perso l’equilibrio a causa della strada in quel tratto molto dissestata. Non appena le condizioni lo permetteranno M.N. verrà ascoltato dalla polizia per fare luce sulla dinamica dell’incidente. L’impatto sull’asfalto è stato violento, ma a giudizio dei medici l’uomo non è in pericolo di vita. E sempre ieri mattina, ma sull’A-14, si sono verificate lunghe file e rallentamenti sul tratto Francavilla-Ortona. Cinque chilometri di fila che hanno creato gravi disagi agli automobilisti dalle prime ore della mattina fino alle 12,30. A causare gli ingorghi la decisione di portare a una sola corsia di marcia i tratti privi di guard-rail «rinforzati». Restringimenti che creano una sorta di imbuto nel quale le auto finiscono per rimanere intrappolate per ore. Il provvedimento è stato preso dopo l’incidente mortale accaduto sul viadotto del Riccio, a Ortona, dove persero la vita mamma e figlia.
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