È la notte del Cireneo con la croce

Dalle 22 gli incappucciati nelle strade del centro storico: 200 confratelli sfilano con il volto coperto
LANCIANO. La messa crismale, l’apertura dei sepolcri, la processione degli incappucciati con il Cireneo. Riflessioni, preghiere, miserere, fiaccole, il centro storico. È il giovedì santo di Lanciano. Questa mattina alle 10, nella cattedrale della Madonna del Ponte, viene celebrata la messa crismale dall’arcivescovo Emidio Cipollone. Durante questa celebrazione che rappresenta l’unità della chiesa locale, c’è la benedizione e la consegna degli olii sacri – il crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi – alle parrocchie della diocesi. Poi dal calar della sera iniziano i sepolcri. A Santa Chiara, sede dell’arciconfraternita Morte e orazione di San Filippo Neri che cura da 415 anni la settimana santa, c’è l’esposizione dei Talami della Passione e la visita e meditazione ai piedi della rappresentazione scenica del Sepolcro di Cristo che i membri del sodalizio hanno preparato da martedì scorso.
«È una rappresentazione legata a temi di attualità», spiega il priore Raffaele Sabella. Poi dalle 22 le note del Miserere dei maestri Ravazzoni, Bellini e Masciangelo eseguite quest’anno dall’orchestra di fiati “Pietro Marincola” Città di Lanciano, il suono della raganella, le fiaccole annunciano la processione degli incappucciati. Circa duecento confratelli sfilano per la città coi volti coperti in segno di penitenza e vergogna per il peccato commesso tradendo il figlio di Dio e di uguaglianza di fronte a Dio. Un cammino di riflessione, penitenza accanto al Cireneo, il confratello che a piedi scalzi trascina la croce in legno, simbolo di quella portata da Gesù con l’aiuto di Simone di Cirene fino al Calvario.
«È il priore ad avere la responsabilità di scegliere chi porterà la croce», ricorda Sabella, «e la scelta avviene 10 minuti prima dell’uscita della processione e riguarda il confratello che si è distinto durante l’anno». Non è mai accaduto che un confratello rinunciasse a portare la croce e, nel caso in cui dovesse accadere, allora spetta al priore portarla. Non è neanche accaduto mai che al rientro dalla processione il Cireneo esprimesse sofferenza per il tragitto fatto a piedi nudi e con la pesante croce in spalla che non poggia mai a terra neanche durante le fermate. Il Cireneo e la sua croce, che ha circa 150 anni, racchiudono il significato della passione ma indicano anche speranza; rappresentano le croci che ognuno di noi incontra nella vita e la voglia di rinascita.
«Quest’anno ci sarà una novità», riprende il priore, «alle 23 circa, in piazza Plebiscito, di fronte alla cattedrale, ci sarà l’esecuzione a piè fermo del Miserere grande e del Christus factus est del maestro Masciangelo eseguiti dalla corale e orchestra dell’Arciconfraternita e il coro della Schola cantorum Pacini di Atri. Un momento di grande raccoglimento in cui la musica si fa preghiera».
Il percorso della processione di questa sera è solo nel centro storico: corso Roma, via Fieramosca, via Finamore, via Garibaldi, via Cavour, piazza Plebiscito, via dei Bastioni, via dei Frentani. Strade su cui ci sono divieti di transito e sosta dalle 15 fino all’una.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

