È lite nel centrosinistra sul candidato sindaco

5 Febbraio 2021

Le consultazioni avviate dall’uscente Pupillo fanno emergere fratture e risentimenti L’assessore Miscia: «Il Pd ha già scelto Marongiu». Progetto Lanciano blinda Verna

LANCIANO. È l’ora più buia per l’amministrazione del sindaco Mario Pupillo e l’intera coalizione di centrosinistra. Le consultazioni pre voto amministrativo, al pari dello scenario nazionale, stanno facendo emergere rimbrotti, malumori, accuse reciproche e mancanza di unitarietà in un sodalizio che, pur tra alti e bassi, è durato dieci anni e ha rappresentato per la città la prima amministrazione di centrosinistra e liste civiche dal Dopoguerra ad oggi.
Mercoledì sera è andata in scena una riunione di fuoco che ha visto i rappresentanti delle varie anime dellìamministrazione, l’una contro l’altra armate. Quello spirito di unione che orgogliosamente il sindaco Mario Pupillo aveva citato nel suo bilancio di fine anno, auspicandone una fedele riproduzione per il voto 2021, è andato, almeno ieri, a brandelli. Sul banco d’accusa, che non ha risparmiato toni forti, rivolti soprattutto a una donna, sono finiti lo stesso sindaco Pupillo e l’assessora alle politiche sociali Dora Bendotti, rea, agli occhi soprattutto del Pd e del movimento civico Progetto Lanciano, di voler scardinare con la sua discesa in campo, un’alleanza in fieri tra le due forze di maggioranza e delegittimare così il candidato a sindaco Leo Marongiu.
Ma l’alleanza, da ciò che è emerso ieri tra i banchi della sala Falcone e Borsellino, è ancora lontana dall'essere raggiunta. Partito Democratico e Progetto Lanciano hanno presentato ognuno un candidato: Leo Marongiu e Giacinto Verna. Marongiu era stato scelto dalla maggioranza del Pd, proprio per essere l'unica personalità in grado di far fare a Progetto Lanciano un passo indietro sul nome del vicesindaco e pluri assessore. Ma dal giorno dell'annuncio del Pd della scelta ricaduta su Marongiu, il movimento fondato da Pino Valente non si è ancora pronunciato. Anzi. Ieri ha ribadito più e più volte, così come fa da oltre un anno a questa parte, di non voler affatto cedere su Verna, di essere pronto ad andare da solo alle urne e di non voler nemmeno far scegliere ai cittadini tramite lo strumento delle primarie, cosa invece auspicata da un sindaco Pupillo sempre più alle corde. Ma le primarie sono attualmente, almeno per la maggioranza dei partecipanti alla seduta di ieri, ormai inutili. Sulla Bendotti invece un fuoco di fila di accuse e rimostranze sulla sua volontà a candidarsi, a cui però l'assessora alle politiche sociali ha tenuto testa, ricordando che la richiesta di valutare una partecipazione alle primarie era venuta proprio dal sindaco Pupillo, su cui si sono riversati gli strali dei presenti.
La situazione resta dunque molto tesa. Se si dovesse votare a maggio, il centrosinistra non avrebbe ancora un candidato su cui sarebbero disposte a spendersi, anima e cuore, tutte le anime della coalizione. Resta una terza via, ovvero la ricerca di un candidato esterno, un Mario Draghi locale, tecnico, di sinistra, ma non tesserato in movimenti o partiti e che sappia mettere tutti d'accordo. «Il Pd», avverte l'assessora alla cultura, Marusca Miscia, «ha dichiarato già la sua scelta e fatto un percorso per individuare un nominativo risultato il più credibile. Il suo nome è Leo Marongiu e resterà tale sia che ci saranno o non ci saranno le primarie, una personalità dal profilo istituzionale che sta già raccogliendo ampi consensi. Si potrà allargare il campo alla società civile solo una volta che si decide internamente la strada da percorrere. L'obiettivo che non dobbiamo perdere di vista è però quello di battere la destra».
Intanto la riunione si è conclusa con un nulla di fatto e l'accordo a rivedersi la prossima settimana.
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