È lite sulle aree Zes Le aziende: noi non inquiniamo

VASTO. Il mondo imprenditoriale vastese è in fermento. Il timore che le polemiche sollevate da alcune associazioni ambientaliste possano far revocare la concessione della Zes a Punta Penna sta...
VASTO. Il mondo imprenditoriale vastese è in fermento. Il timore che le polemiche sollevate da alcune associazioni ambientaliste possano far revocare la concessione della Zes a Punta Penna sta creando preoccupazione. Dopo anni di crisi, la Zes rappresenta l’àncora di salvezza per le attività e il germoglio per nuovi posti di lavoro. «Ottenere il riconoscimento di Zona economica speciale non vuol dire inquinare o deturpare», protesta Oasi, l’associazione di operatori di Punta Penna stigmatizzando l’atteggiamento delle associazioni che accusano le industrie e chiudono gli occhi davanti al funzionamento non sempre ottimale del depuratore della casa circondariale di Torre Sinello. «Non a caso più di una volta, anche nel 2018, il tratto di mare antistante la spiaggia di Mottagrossa fu vietato alla balneazione», annotano gli operatori.
D’accordo con loro è il consigliere comunale di opposizione Davide D’Alessandro (Vasto 2016) a giudizio del quale è assurdo assegnare a prescindere agli industriali il marchio di “untori” dannosi per la città. «È necessario discutere faccia a faccia la questione», dice D’Alessandro che insieme alla consigliera Alessandra Cappa ha indirizzato anche una nota al sindaco Francesco Menna. «A noi», annotano D’Alessandro e Cappa, «sembra persino strano che l’Oasi, associazione di seri imprenditori, debba chiedere di essere invitata al tavolo tecnico programmato dal sindaco di Vasto per discutere della Zes. Ci sembra strano poiché diamo per scontati invito e partecipazione. In passato più di una volta ci sono stati comportamenti punitivi nei confronti di chi ha desiderio di intraprendere o costituisce il tessuto produttivo della città. Si è voluto dare sempre la prima e ultima parola ad associazioni ambientaliste. Se la Zes è una grande opportunità di sviluppo e di progresso e non può certo nascere senza l’apporto decisivo degli imprenditori, i quali non sono selvaggi che hanno in animo di deturpare l’ambiente pur di realizzare i loro interessi. Sono lavoratori che producono dando lavoro, consentendo a tante famiglie di vivere in un contesto economico complicato. L’operazione della Zes è delicata», concludono D’Alessandro e Cappa. «È necessario partire con il piede giusto». (p.c.)
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