È morta da 5 anni, ma la Asl la invita per fare un esame
LANCIANO. Le recapitano una lettera a casa invitandola a fare lo screening mammografico gratuito per la prevenzione del tumore al seno. Ma lei è morta da cinque anni. È una lettera che ha il sapore...
LANCIANO. Le recapitano una lettera a casa invitandola a fare lo screening mammografico gratuito per la prevenzione del tumore al seno. Ma lei è morta da cinque anni.
È una lettera che ha il sapore amaro della beffa, che riapre ferite mai rimarginate e che fa anche rabbia, quella inviata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti a una donna lancianese, invitata a sottoporsi alla mammografia, prenotata per fine gennaio, anche se lei quella lettera non potrà mai leggerla e all’appuntamento non ci sarà perché è scomparsa cinque anni fa.
La missiva è stata ricevuta dalla figlia e dal marito della donna che, nel leggere il suo nome sulla carta, sono passati dal dolore allo sdegno.
«Come si può fare un errore del genere?», chiedono, «quello che è successo aggiunge dolore al dolore. Anche perché è il secondo anno consecutivo che la cosa accade: è davvero ingiustificabile. Ci sono certificati e comunicazioni che attestano il decesso. Sono errori che non dovrebbero verificarsi». E, soprattutto, non dovrebbero ripetersi, come invece è accaduto alla famiglia della donna lancianese. Quest’ultima, secondo la lettera della Asl, rientrerebbe nei parametri dello screening diretto alle donne da 50 a 69 anni. Un caso di “malaburocrazia” che, in base al racconto dei cittadini, non sarebbe isolato.
La Asl ha una propria anagrafe che viene costantemente aggiornata; forse non viene fatto altrettanto con il database degli screening, usato per inviare migliaia di lettere e inviti a domicilio, in tutta la provincia teatina. Un errore grossolano che ha provocato non solo dolore alla famiglia, ma anche spese inutili per la Asl e una prenotazione, purtroppo vana, di una mammografia.
Teresa Di Rocco
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