È morto Alfonso, critico d’arte L’ultimo abbraccio della sinistra

1 Ottobre 2021

Aveva 74 anni ed era un appassionato di cultura: il decesso all’ospedale Santissima Annunziata Il ricordo degli amici artisti Cam Lecce e Jörg Grunet: «Adorava i suoi fantastici e preziosi libri»

CHIETI. È morto all’età di 74 anni Rolando Alfonso, critico e appassionato d’arte. Alfonso era malato ed è deceduto all’ospedale Santissima Annunziata; oggi alle 16 i funerali nella chiesa di Sant’Antonio Abate.
Da Chieti aveva girovagato il mondo seguendo le rotte della cultura e a Chieti era sempre tornato carico di idee. Era uno studioso del pittore e scultore tedesco Joseph Beuys. E alla passione per Beuys si deve un saggio intitolato “Difesa della natura” pubblicato su un’apprezzata rivisita di settore, “Segno”, notiziario internazionale di arte contemporanea.
Una vita dedicata all’arte: l’ultimo progetto l’aveva condiviso con gli amici artisti Cam Lecce e Jörg Grunet dell’associazione Il deposito dei Segni di Pescara. Cam Lecce ricordato così Alfonso: «Amico carissimo, magnifico critico d’arte e compagno di discussioni ermeneutiche. Per noi un vuoto come una voragine. Lo ricordo nelle settimane scorse, insieme con Jörg, andando e tornando tra case da vuotare e case da incontrare: il suo trasloco per assicurare, non solo se stesso, ma i fantastici libri preziosi che ad averli tra le mani era pura emozione e commozione».
«Un uomo pieno di verve fino all’ultimo», così lo descrive l’architetto Gianfranco Conti, candidato sindaco ai tempi di Nicola Cucullo, «persona notevole e appassionata, un polemista nato. Con la sua scomparsa è come se la mappa quotidiana perdesse un punto di riferimento».
Alfonso era stato sposato con Alberta Giannini, consigliera comunale del gruppo La Sinistra con Diego, che lo ricorda con un garbato post su Facebook: «Eravamo separati da tanto, ma il dispiacere c’è comunque».
Tanti i messaggi di cordoglio, soprattutto dagli esponenti della sinistra cittadina, a partire da quello toccante del consigliere Edoardo Raimondi (La Sinistra con Diego): «Non abbiamo fatto in tempo a proseguire una lunga conversazione cominciata qualche anno fa, quando in preda alle ansie della ricerca filosofica abbiamo iniziato a discutere di Hegel, di Marx, di Heidegger, delle eresie esistenzialiste, di modernità e di postmodernità. Come di quella Parigi di fine anni Sessanta che avevi conosciuto in delle aule a dir poco turbolente, ascoltando le lezioni di grandi interpreti del Novecento. Da lì, i racconti di vita. Che, come per ogni grande uomo di cultura, non potrebbero mai essere scissi da quanto si apprende sui libri nell’arco di decenni interminabili».
Un altro frammento arriva dalle parole dell’assessore Enrico Raimondi: «Ci hanno unito discussioni belle sul mondo e sulla politica, condividendo delusioni e momenti felici. Porta con te l’intelligenza e il tuo ghigno che significava tante cose, ma che pochi potevano comprendere».