È morto Bascelli, addio al pioniere dell’Unitalsi

Il mondo del volontariato in lutto per la scomparsa di “Robertone”: aveva 76 anni Il ricordo del procuratore Mennini: «Un’amicizia nata durante i viaggi a Lourdes»
CHIETI . «Era il pioniere dell’Unitalsi a Chieti. Era la nostra colonna». E in effetti la sottosezione Unitalsi di Chieti-Vasto l’aveva creata proprio lui, Roberto Bascelli, venuto a mancare sabato scorso all’età di 76 anni. Una vita al servizio degli altri, “Robertone”, come in molti lo chiamavano, prima con gli Scout e poi con l’Unitalsi. Ieri il mondo del volontariato ha dato l’addio a Bascelli. Anna Carla D’Orazio, presidente Unitalsi Chieti-Vasto, ha preso la parola al termine della cerimonia funebre al Tricalle, e gli ha reso il giuso tributo, salutando quell’uomo andato via «in punta di piedi, in silenzio, senza disturbare. Ci mancherà la tua voce tonante», ha detto, «forte, sempre pronta a impartire disposizioni. Chi si accostava a te per la prima volta ne aveva timore. Ma dopo capiva che in realtà, dietro quell’atteggiamento, si nascondeva un cuore grande che batteva per un unico scopo: portare i malati alla grotta. Hai sempre difeso l’associazione con tenacia ed energia, spronando tutti a essere veri nel servizio ai malati». La presidente ha infine ricordato come venerdì scorso, prima del repentino ricovero in ospedale, Bascelli le aveva chiesto di organizzare la Giornata dell’adesione a livello regionale, cosa che la presidentessa ha detto di voler fare dedicandola alla sua memoria.
Sposato con la moglie Gabriella, padre di tre figli, Alessandra, Alberto e Massimo, Roberto Bascelli aveva un’oreficeria in piazza Vico, chiusa diversi anni fa. Il rito funebre, celebrato da don Michele Panissa nella chiesa di San Francesco Caracciolo, ha richiamato tantissima gente. Tra la folla c’era anche il procuratore Pietro Mennini: «Siamo diventati amici da giovani», ha detto, «con lui ho fatto molti viaggi a Lourdes».
La chiesa era affollata da rappresentanti dell’Unitalsi e degli Scout. Due file di crocerossine, in divisa bianca, e barrellieri, in giacca blu con il simbolo dell’associazione, hanno stazionato ai lati della navata centrale, mentre appoggiati alle pareti campeggiavano gli stendardi della sezione abruzzese Unitalsi e delle sottosezioni di Chieti-Vasto, Avezzano, Teramo, L’Aquila, Atri, Sulmona, Penne, Giulianova, Ortona e Pescara. «Robertone era tenuto in considerazione in tutta Italia e anche fuori», ha ricordato il ginecologo teatino Guido Biondi che ha preso il microfono al termine del rito religioso. Amico di vecchia data, il medico ha ripercorso i tempi in cui «alla domenica si partiva insieme per andare a portare sollievo ai nostri fratelli malati nei posti più sperduti d’Abruzzo. Per dare loro la certezza che non sarebbero stati abbandonati da soli al loro destino di malattia». Ad animare la cerimonia religiosa è stato il coro della chiesa del Tricalle, guidato da Samuele Giampietro. Tra loro anche molti giovani scout in divisa. La chiesa era affollata da rappresentanti dei gruppi Scout Chieti 2, Chieti 4, Chieti 5, Atessa, Orsogna, Foulard Bianchi e del Masci, il Movimento adulti scout cattolici italiani. (f.d.)

