«È regolare il concorso Asl per tecnici di laboratorio»

29 Aprile 2016

VASTO. Non è stata commessa alcuna violazione del principio di imparzialità e il concorso per tecnici di laboratorio espletato nel 2015 dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti è regolare. Il Consiglio di...

VASTO. Non è stata commessa alcuna violazione del principio di imparzialità e il concorso per tecnici di laboratorio espletato nel 2015 dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti è regolare. Il Consiglio di Stato ribalta e annulla la sentenza emessa un anno fa dal Tar Abruzzo. A sollevare il caso erano stati due concorrenti che avevano contestato una presunta incompatibilità tra alcuni candidati e i membri della commissione esaminatrice. «La prima contestazione riguardava i rapporti tra alcuni dei concorrenti vincitori e Maria Golato, presidente della commissione e direttore del servizio di Patologia clinica della Asl. Per i ricorrenti la comune partecipazione a convegni e alla redazione di scritti e pubblicazioni con i vincitori avrebbe comportato la violazione dell’imparzialità nell’attività di selezione e l’obbligo per la presidente di astenersi per incompatibilità. Inoltre la composizione della commissione, sempre secondo le ricorrenti, sarebbe stata viziata dalla presenza di un medico che in precedenza aveva ricoperto una carica sindacale, dalla quale si era dimesso poco prima della nomina a commissario del concorso», ricorda la Asl. Accolto integralmente la tesi della Asl, rappresentata dall’avvocato Germano Belli, che ha sostenuto che, affinchè vi sia obbligo di astensione, deve essere dimostrata la sussistenza di un rapporto di lavoro o professionale stabile con la presenza di interessi economici. I rapporti personali tra candidati e componenti della commissione non sono sufficienti a configurare un vizio della composizione della stessa. «È dimostrata la correttezza delle nostre procedure», commenta soddisfatto il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco, «il concorso è valido e regolare perché abbiamo agito nel rispetto rigoroso delle norme e il Consiglio di Stato ce ne ha dato atto». (p.c.)