È scontro sugli orari della movida I gestori: no alla vigilanza privata

Continua il braccio di ferro tra il Comune e gli operatori: Ferrara rinvia la firma dell’ordinanza Resta l’ipotesi di chiusura all’una. Ma gli esercenti del Colle non ci stanno: «Qui la sicurezza c’è»
CHIETI. L’ordinanza per la chiusura anticipata dei locali non è ancora arrivata, l’amministrazione comunale si è presa ancora qualche ora «per fare alcune limature», ma sostanzialmente, assicura l’assessore al commercio Manuel Pantalone, «non ci saranno modifiche all’impianto originario: chiusura anticipata all’una, con possibilità di arrivare alle 2 per chi si dota di un servizio di sorveglianza privata». Il Comune non intende accogliere, dunque, le richieste dei gestori dei locali di Chieti alta dove il problema della movida violenta non viene avvertito come allo Scalo. E se allo Scalo i gestori dei locali, pur capendo la situazione, si chiedono perché devono essere loro a pagare le conseguenze di pochi ragazzi violenti, a maggior ragione sul colle si chiede apertamente una differenziazione delle misure.
La richiesta è stata oggetto dell’incontro convocato per ieri mattina in Comune con il sindaco Diego Ferrara e l’assessore Pantalone. «Non ci saranno differenze», conferma però il sindaco al termine dell’incontro, «l’ordinanza non può non avere una validità su tutto il territorio comunale. Come Comune dobbiamo mediare tra le esigenze di assicurare l’ordine pubblico e quelle dei gestori dei locali».
Sindaco e assessore hanno cercato di far capire ai gestori dei locali come l’input per la redazione dell’ordinanza non sia arrivato da loro, ma da chi deve garantire l’ordine pubblico, a seguito di tre aggressioni avvenute nell’arco di tre settimane allo Scalo. «Noi non avevamo messo alcun limite d’orario, come invece avevano fatto le città vicine», ricorda Pantalone, «alla riapertura dei locali avevamo soltanto emesso un’ordinanza di divieto per i contenitori in vetro. Niente di più. Ma dopo il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della scorsa settimana a cui siamo stati chiamati a partecipare, non abbiamo avuto scelta». E se i residenti dello Scalo sono contenti delle misure restrittive, pensando anche di limitare gli schiamazzi notturni, i gestori dei locali di Chieti alta, invece, chiedono di non dover essere costretti a un ulteriore esborso economico per pagare la vigilanza notturna. «Premesso che Chieti è un’unica città», dice Niki Sprecacenere, titolare dello Sprecacè in centro storico, «e gli orari di chiusura dei locali devono essere uguali per tutti, dobbiamo guardare la realtà dei fatti. Il colle non ha la stessa affluenza della parte bassa e quindi non c’è un problema sicurezza nelle ore notturne, questo documentato degli zero interventi delle forze dell’ordine. Detto ciò, trovo ridicolo dover spendere soldi per garantire la sicurezza (che già c’è) e soprattutto garantirla nella strade e piazze non di competenza dei gestori».

