È scontro sui tempi di attesa per i test

19 Aprile 2020

Memmo (Lega) risponde a Pupillo: «I tamponi con priorità vengono lavorati subito». Il sindaco: «I ritardi ci sono» 

LANCIANO. «È una vergogna dire che mentiamo sui ritardi dei tamponi. Fatevi piuttosto un esame di coscienza per quello che state combinando con i tamponi in Abruzzo e date risposte ai cittadini in attesa». È inviperito il sindaco Mario Pupillo dopo gli attacchi del coordinatore cittadino della Lega, Fausto Memmo, che lo ha accusato di mentire sui ritardi dei tamponi. «È falso dire che ci sono tamponi in attesa da 20 giorni come dice Pupillo», ha dichiarato Memmo, «perché nei laboratori c’erano ritardi di alcuni giorni esclusivamente per tamponi con priorità verde e bianca. Quelli con priorità rossa e gialla sono lavorati immediatamente come più volte è stato spiegato dall’assessore regionale Nicoletta Verì (Lega). Affermare che ci siano ritardi così elevati vuol dire infangare il lavoro di medici, colleghi del sindaco».
Un’affermazione che ha suscitato l’ira di Pupillo, di tanti altri sindaci che pure protestano per i ritardi dei test denunciando il caso di persone decedute nell’attesa del risultati. «Evidentemente Memmo vive in un altro pianeta», risponde il sindaco, «ricevo ogni giorno decine di telefonate, mail, lettere di persone che mi chiedono notizie sui tamponi. Messaggi di sofferenza e attesa. È una vergogna dire che diciamo le bugie. Quello che state combinando con i tamponi in Abruzzo», dice rivolto al governo regionale, «vi peserà sulla coscienza. Rispettate almeno la sofferenza delle persone. Non è possibile aspettare 18 giorni per un test. Ci sono cittadini che, nell’attesa, sono peggiorati finendo in ospedale, altri in attesa del tampone di controllo per le dimissioni e occupano così un letto che potrebbe servire ad altri».
Ma l’ira è soprattutto dei cittadini che segnalano come decine di persone vivano con l’ansia dell’attesa del risultato, a volte avendo anche i sintomi del virus, o dopo aver perso anche una persona cara. «Io e mia madre abbiamo atteso 12 giorni per avere il tampone dopo la perdita di un familiare positivo al Covid-19 e la risposta è arrivata dopo altri 12 giorni», racconta una donna. Un’agonia che si moltiplica, poi, per la perdita di un familiare, per l’attesa e anche per la positività scoperta quasi a fine quarantena. C’è anche chi è rimasto senza assistenza del personale addetto alla sorveglianza attiva nei giorni di Pasqua e Pasquetta. «A oggi, secondo le informazioni non fornite dagli uffici preposti, mio cognato, scomparso, risulterebbe al sindaco di Lanciano ancora ricoverato in Rianimazione», denuncia una donna su Facebook. «Io attendo il risultato del tampone di mia figlia dal 31 marzo», chiude una mamma, «ora la febbre sta scendendo, senza aver ricevuto cure mirate, ma ogni colpo di tosse è un sussulto e non si dorme più».
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