«È stato solo un gioco sfuggito di mano»

Interrogati i due minorenni dell’inchiesta sulla ragazza costretta ad atti sessuali. L’ex fidanzato: le riprese dietro consenso
VASTO. l’incidente probatorio per evitare alla giovane vittima di dover ripetere il suo calvario in un’aula di giustizia. È quanto auspica l’avvocato Fiorenzo Cieri, il legale che assiste la ragazzina di 16 anni che ha denunciato di aver subito due anni di ricatti e violenze. Una storia dolorosa, tanto più che il suo aguzzino è stato un ragazzo al quale ha voluto bene. Il giovane, prossimo alla maggiore età, è stato interrogato ieri a Roma dal gip Federico Falzone nell’istituto penale minorile di Casal di Marmo. Lo studente ha risposto a tutte le domande. Lo stesso ha fatto l’amico arrestato con lui per avere fatto fumare alla ragazza della droga per renderla più disinibita. Difficile confutare fatti e circostanze raccontati con precisione dalla vittima. I due indagati, tuttavia, hanno dato la loro versione della triste vicenda. I due studenti, assistiti dai legali Giovani Cerella, Antonello Cerella, Sabatino Besca e Renzo Colantonio, hanno dichiarato al gip di non aver mai costretto la ragazza a fare niente senza il suo consenso. L’ex fidanzatino ha parlato di un gioco voluto dalle parti che però gli è sfuggito di mano. Non ha negato dell’esistenza di riprese e foto. «Ma», dicono gli avvocati Cerella, «le foto sarebbero state fatte sempre dietro consenso, la loro era una relazione sentimentale».
Eppure la sedicenne, che dopo la denuncia sta cercando di tornare alla normalità, era sprofondata in un profondo stato di prostrazione che non era sfuggito neppure ai professori. Nessuno invece nella scuola frequentata dai due ragazzi arrestati si è mai accorto di nulla. La vicenda è vissuta con incredulità dall’intero istituto. Il giovane, che per due anni avrebbe ricattato la ragazzina, pare fosse uno studente modello e avesse una compagna di banco con cui è sempre stato gentile. Un giovane, insomma, dalla doppia personalità che non frequentava neppure facebook. Anche per questo la famiglia del ragazzo è sotto choc. I legali aspettano ora le decisione del gip del tribunale dei minori dell’Aquila dopo l'interrogatorio di garanzia.
Intanto i carabinieri proseguono con la massima discrezione le indagini per verificare quanti giovani sono stati coinvolti nella vicenda, quale ruolo hanno avuto e se oltre alla sedicenne ci siano altre vittime. Qualcuno dei ragazzi avrebbe compiuto 18 anni. «La situazione è più grave di quella che appare e potrebbe implicare il coinvolgimento di altre persone con sviluppi ancora tutti da chiarire anche in merito alla loro età che li chiamerebbe a responsabilità davanti alla Procura di Vasto», sottolinea Fiorenzo Cieri legale della vittima.
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