É una faida con sparatoria e moto bruciata

Il mezzo incendiato è stato usato ad aprile contro Pellerani, uno dei protagonisti dell’attacco
VASTO. Completamente distrutta dal fuoco, adagiata sull'erba di contrada Lota. Gomme e sella divorate dalle fiamme. Impossibile leggere la targa. Ma i carabinieri sono riusciti lo stesso a scoprire che quelle lamiere annerite recuperate il 29 aprile appartenevano alla moto Ducati con cui due settimane prima due uomini con il volto coperto da caschi integrali affiancarono Yari Pellerani in via Del Porto sparando contro di lui 4 colpi di pistola. La Ducati, un modello Super Sport è stata rubata a dicembre 2013 in Molise. Sulla moto sono state trovate tracce biologiche. Saranno proprio quelle tracce a chiarire se fra il tentato omicidio subito e quello tentato da Pellerani c'è un nesso. Non solo. L'eventuale individuazione dei due centauri potrebbe spiegare il movente dei due cruenti episodi. La polizia non rivela il motivo scatenante. Gli investigatori non parlano. La città teme un regolamento di conti fra bande rivali. Una guerra che mira a distruggere fisicamente l'avversario. Chi il 10 aprile sparò 4 colpi di pistola a distanza ravvicinata contro Yari Pellerani voleva uccidere il giovane. Il killer sparò ad altezza uomo colpendo Pellerani al torace. La telecamere che tre giorni fa hanno ripreso l'aggressione all'operaio di 30 anni in via Del Giglio mostrano questa volta Pellerani che colpisce la vittima sulla testa mentre l'uomo è a terra.
«É vivo solo perché ha un fisico allenato e nonostante sia stato trattenuto è riuscito comunque a divincolarsi e ad attutire i colpi»,dice il vice questore Cesare Ciammaichella. I resti bruciacchiati della Ducati Super Sport potrebbero raccontare molte cose agli investigatori e spiegare il motivo e l'origine del desiderio di vendetta che per due volte ha armato la mano di qualcuno.
Il bolide che è stato bruciato per nascondere ogni traccia diventa a questo punto un elemento fondamentale. La moto è stata sequestrata e i carabinieri che l'hanno recuperata su segnalazione della polizia non parlano. Ma è proprio il silenzio che fa ipotizzare nuovi e imminenti colpi di scena in una vicenda che inquieta. Non è esclusa a questo punto una “faida" collegata anche a qualche attentato compiuto in città da inizio anno.
A fornire le risposte agli investigatori saranno le analisi della Scientifica.(p.c.)
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