È morto Scola, maestro del cinema

20 Gennaio 2016

Nei suoi film il racconto dell’Italia, indimenticabile “C’eravamo tanto amati”

ROMA. È morto a Roma il regista Ettore Scola, uno degli ultimi maestri del cinema italiano che ha vissuto in tutte le declinazioni: prima sceneggiatore, poi regista, anche se nasce giornalista. Nato a Trevico (Avellino) il 10 maggio 1931 inizia a collaborare con la rivista umoristica Marc’Aurelio, dove gravitavano personaggi come Federico Fellini, Furio Scarpelli e Steno. Poi negli anni '50 comincia a scrivere sceneggiature con Age e Scarpelli, per film come Un americano a Roma (1954), La grande guerra (1959) e Crimen (1960). La regia per lui arriva nel 1964 con il film Se permettete parliamo di donne con Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni. Ci saranno poi Il commissario Pepe (1969) e Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca (1970). Tra i suoi film più importanti, nel 1974, C'eravamo tanto amati, le vicende di tre amici Vittorio Gassman (suo attore feticcio), Nino Manfredi e Stefano Satta Flores, tutti alla fine innamorati di Luciana (Stefania Sandrelli). Tra i suoi altri capolavori Brutti, sporchi e cattivi (1976) e Una giornata particolare (1977) con gli indimenticabili Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Il 1980 è l'anno de La terrazza, crisi e bilanci di un gruppo di intellettuali idealisti. Ottanta anni di storia (1906-1986) racconta invece La famiglia (1987). Ultimo suo film nel 2013 il documentario dedicato a Fellini Che strano chiamarsi Federico. Scola, da sempre impegnato nel sociale, ha, tra l'altro, fatto parte del governo ombra del Pci nel 1989 con delega ai Beni Culturali.