007 e la Bond lady i ricordi di Charlotte e la lotta di Malala

4 Novembre 2015

Esce domani in 700 copie “Spectre”, 24° capitolo cinematografico della saga di James Bond. L'agente segreto al servizio di sua maestà britannica, inventato dallo scrittore Ian Fleming e interpretato...

Esce domani in 700 copie “Spectre”, 24° capitolo cinematografico della saga di James Bond. L'agente segreto al servizio di sua maestà britannica, inventato dallo scrittore Ian Fleming e interpretato per la quarta volta da Daniel Craig, regia Sam Mendes, stavolta con le sue mirabolanti avventure porta lo spettatore da Città del Messico a Roma, da Londra a Tangeri passando per le Alpi austriache, in lotta contro la tentacolare organizzazione criminale Spectre e il mellifluo cattivo Franz Oberhauser (il tarantiniano Christoph Waltz). Mentre 007 sfreccia con la sua Aston Martin su via della Conciliazione e il lungotevere, il servizio di sicurezza MI6 è dilaniato dalla rivalità tra i capi di Bond, il tradizionalista M (Ralph Fiennes) e il più tecnologico C (Andrew Scott), ansioso di sostituire gli agenti coi droni. Come in ogni film bondiano non mancano bellezze femminili: Monica Bellucci è Lucia, vedova di Marco Sciarra (Alessandro Cremona), uomo della Spectre; Léa Seydoux è una psicologa dal nome proustiano (Madeleine Swann), indirettamente legata al passato di Bond.

Per chi non ama effetti speciali e ritmo parossistico da action movie ecco il bel documentario di Davis Guggenheim “Malala”, sull'eroica bambina pakistana che sfidò i talebani. Malala Yousafzai, Nobel per la pace 2014, aveva 15 anni nel 2012 quando fu ridotta in fin di vita dai proiettili del fanatismo islamico. Colpevole solo di voler studiare, aveva parlato pubblicamente contro i talebani, distruttori di oltre 400 scuole in Pakistan. Oggi Malala vive sotto protezione in Inghilterra e la sua vita e il suo impegno per l'istruzione dei bambini dei Paesi difficili vengono raccontati con empatia nel film di Guggenheim.

Si torna alla fiction con “45 anni” di Andrew Haigh, con due grandi interpreti, Charlotte Rampling e Tom Courtenay, entrambi premiati con l'Orso d'argento alla Berlinale. Kate e Geoff vivono serenamente nella campagna inglese; stanno per festeggiare 45 anni di matrimonio quando lui riceve una notizia incredibile: il ritrovamento in un ghiacciaio svizzero del corpo intatto di Katya, la fidanzata dispersa in un'escursione cinquant'anni prima. Geof tenta di nascondere il turbamento, Kate inizia a scavare nel passato.

In sala anche “Freeheld” di Peter Sollet, storia vera della detective americana Laurel Hester (Julianne Moore) e della sua giovane compagna Stacie Andree (Ellen Page), che una decina di anni fa lottarono per il riconoscimento dei diritti civili alle coppie omosessuali. Laurel, colpita da un tumore incurabile, si batté per l'estensione della sua pensione a Stacie. Infine il melò “Alaska” di Claudio Cupellini. Elio Germano (Fausto, cameriere in un albergo parigino) e Astrid Berges-Frisbey (la provinciale Nadine, nella capitale per un provino da modella) danno vita a una tormentata storia d'amore tra creature sradicate. Alaska è una discoteca, uno dei non-luoghi del film.

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