«A Camilleri dissi: Montalbano devo essere io...»

Luca Zingaretti: all’Aquila con commozione e piacere per ricordare chi non c'è più ed esserci per quelli che ci sono
Un incontro pubblico all'Aquila, pochi giorni dopo il decennale del terremoto, quali pensieri le suscita?
Una grande commozione, il dolore ancora per quello che è accaduto e insieme il piacere di essere qui. Ricordare chi non c'è più ed esserci per coloro che ci sono, sono due lati della stessa medaglia, inscindibili che esprimono la vicinanza per questa terra e chi la popola.
Che cos'è per lei il mestiere di attore?
Il mestiere più bello del mondo certamente. Una passione, un'inclinazione, uno studio, un destino. Molte cose insieme. Una responsabilità anche: quella che investe chi è esposto all'affetto delle persone.
Come convive con un personaggio come Montalbano?
Ci convivo da Vent'anni, direi molto bene. Quando hai la fortuna di incontrare un >personaggio insieme così importante e che cresce con te è un destino Più unico che raro. L'ho voluto fortemente. Camilleri è stato un mio professore. Quando ho letto il suo primo Montalbano l'ho chiamato per telefono e gli ho detto: “Devo essere lui!". E da lì non ho mai smesso.
Il rapporto con il grande pubblico televisivo in che modo ha influenzato il suo modo di fare il mestiere di attore?
Amo molto lo strumento televisione, se usato bene. Ti permette di entrare nella casa delle persone, di raccontare, di avere altri tempi, di creare un legame profondo con il pubblico. Amo fare televisione sia attraverso le serie tv che stanno vivendo una lunga stagione di grande e meritato successo, sia attraverso operazioni che ti permettono di dare respiro ad un'esigenza anche civile, come quella che ho pensato e portato su Rai1 dedicata ad Aldo Moro. Sono molto legato a questa orazione che ho messo in scena in occasione dell'anniversario di Via Fani e che è stata per me un'esperienza bellissima. Quasi un ibrido tra tv e teatro, con una forte tensione etica.
L'Italia di oggi le suscita più sconforto o speranza?
Sconforto e speranza insieme.
Nel suo mestiere ha un progetto a cui tiene più di ogni altro e che vorrebbe riuscire un giorno a realizzare?
Ne ho molti sia come interprete che come regista che come produttore. Con la nostra società abbiamo diverse iniziative che stiamo portando avanti ognuna con una sua motivazione. Mi piace dedicarmi a più progetti contemporaneamente, tutti che nascono da interessi diversi o esigenze cui devo dare rrisposte. Nello stesso anno sono in giro con un reading mio ispirato ad un racconto di Tomasi di Lampedusa, ha debuttato The Deep Blue Sea, lo spettacolo teatrale per il quale ho seguito la regia e che ha interpretato Luisa (Ranieri, attrice e moglie di Luca Zingaretti, ndr), dopo che eravamo andati a prendercelo a Londra e sto lavorando a un nuovo ruolo importante per la prossima stagione e a Montalbano. Con la società di produzione lavoriamo a nuovi spettacoli teatrali, ma anche ad un fumetto. Insomma non ci fermiamo mai. La passione non ci dà tregua.
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