A Cannes Golino scabrosa e Bellocchio d’epoca

C’è Favino–Abate Faria per il nuovo Conte di Monte-Cristo. In gara per la Palma Brasile e Portogallo
CANNES. C'è il nuovo Conte di Monte-Cristo sulla Montee des Marches a Cannes, con il film di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte a rinverdire l’eterno mito di Alexandre Dumas con Pierre Niney nel ruolo di Edmond Dantès che vide trionfare l’ormai ingombrante Gerard Depardieu.
Ma l’Italia a Cannes, dopo i 10 minuti di applausi marted’ notte a Parthenope di Sorrentino, continua a essere protagonista nell'8° giorno del festival, mentre in gara passano Grand Tour del portoghese Gomes e Motel Destino di Karim Ainouz, brasiliano di talento. Valeria Golino, amatissima anche in Francia, ha trascinato la platea di cinefili al Rendez Vous e presentato L'arte della gioia, un progetto in cui si è sentita coinvolta profondamente. Marco Bellocchio, che un anno fa era in concorso con Rapito, è tornato ieri per quello che è ormai un classico internazionale, incredibilmente moderno nonostante sia datato 1972, Sbatti il mostro in prima pagina, con Gian Maria Volonté, restaurato per Cannes Classics.
E Pierfrancesco Favino, giurato del concorso che presieduto da Greta Gerwig assegnerà sabato 25 maggio la Palma d’oro, ha avuto ieri sera la sua ribalta come Abate Faria nel kolossal francese. Realizzato dai registi dei Tre Moschettieri, pieno di effetti speciali e con ritmo avventuroso di un Indiana Jones, il Conte di Monte-Cristo è il tributo di Cannes al cinema popolare spettacolare. Nel cast, oltre a Pierre Niney, membro della Comédie-Française, già Yves Saint Laurent nel biopic di 10 anni fa, c’è la franco-romena Ananamaria Vartolomei, grande promessa del cinema (L’evenement – La scelta di Anne, di Audrey Diwan, Leone d'oro a Venezia 2021).
Terza volta da regista a Cannes (dopo Miele e Euforia, entrambi presentati a Un Certain Regard), Valeria Golino presenta L’arte della gioia, dal romanzo di Goliarda Sapienza, uscito postumo e diventato bestseller (Einaudi). Al centro c'è Modesta (Tecla Insolia) affamata, ribelle, scostumata, arrivista, libera, senza scrupoli né morale, che ruba la sua parte di gioia a tutto e tutti, innamorata tutte le volte che è stato necessario. Sono sei puntate, prodotte da Sky Studios e Viola Prestieri per HT Film, che prima di andare su Sky, usciranno in sala in due parti, con Vision Distribution, la prima dal 30 maggio e la seconda dal 13 giugno. Ha detto Golino: «Per me questo progetto è stato una scelta sentimentale. Nell’Arte della Gioia, Modesta, pur nella Sicilia del '900, è molto avanti a noi anche adesso, così poco edificante, una donna senza sensi di colpa». Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi, Guido Caprino sono altrettanti protagonisti di questo «inno alla libertà, all’autodeterminazione ma anche al dissenso e alla disobbedienza». L’altra donna del giorno è Chiara Mastroianni, che incarna suo padre in Marcello Mio di Christophe Honoré, in concorso. «Mio padre è morto quando avevo 24 anni, è un'enorme frustrazione, ogni giorno potrei parlare di lui – “hai visto quanto è bello in questa foto!” – ma non posso scocciare le persone con la mia nostalgia. Sono riuscita a incarnare il mio papà senza dolore. È stata la più bella seduta di spiritismo possibile» ha detto per il film, in sala con Lucky Red da oggi, in cui c’è anche la madre Catherine Deneuve.

