A Fossacesia un Centro studi e un libro dedicati a Franco Cercone

31 Luglio 2021

FOSSACESIA. Un Centro Studi Demo-antropologici e un libro dedicati a Franco Cercone, scomparso un anno fa, saranno presentati questo pomeriggio alle 18 nel Parco dei Priori di Fossacesia. Il Centro...

FOSSACESIA. Un Centro Studi Demo-antropologici e un libro dedicati a Franco Cercone, scomparso un anno fa, saranno presentati questo pomeriggio alle 18 nel Parco dei Priori di Fossacesia. Il Centro Studi ha la propria sede a Lanciano, ed il libro (intitolato semplicemente “Franco Cercone, articoli contributi e spunti”, edito dalla Nuova Gutemberg di Lanciano) è una raccolta di vari interventi che lo studioso originario di Cansano ha pubblicato sulla stampa nazionale e regionale sulle tradizioni popolari abruzzesi, sul folklore (il cui termine risale all’archeologo inglese William John Thoms che lo coniò nel 1846, come si legge nella prefazione di Carlo Prandi dell’Università di Parma), “sugli usi, costumi, abitudini”, dice ancora Prandi, della regione abruzzese e molisana, tra le più ricche in Italia di cultura popolare rimasta quasi intatta fino a pochi decenni fa per la struttura “orografica” tipica di questo territorio, con i suoi paesi collinari isolati e lontani dai grandi centri, e quel mondo contadino visitato e analizzato da diversi studiosi – anche stranieri – dall’Ottocento ad oggi, e di cui Cercone, secondo Prandi, è stato l’ultimo erede. Il libro si può considerare un’ antologia di cinquant’anni di ricerche appassionate e scritte in maniera limpida e partecipata dall’autore, ma è soltanto un primo volume, specifica nell’introduzione Gisa Taurisani, moglie dello scrittore e curatrice della raccolta. Il mondo contadino è stato anche il mondo di Cercone, che ne ha scandagliato tutti gli aspetti, dalla religiosità all’enogastronomia ai rapporti familiari e familistici, lamentandone a tratti la distruzione ad opera di una emigrazione selvaggia e di una forsennata spinta agli spostamenti sulla costa.
A leggere le duecento e più pagine si ha una visione a tutto tondo degli Abruzzi, come si diceva un tempo, a partire dagli autori latini (Plinio il Vecchio, Columella ed altri) fino agli stranieri (Thomas Ashby fra gli altri). Un libro rivolto a chi è curioso o affamato di conoscere le radici della propria terra.
Gino Melchiorre