A giugno i vent’anni dell’IndieRocket Festival

Alla due giorni dell’estate pescarese sono attesi artisti della musica alternativa da tutto il mondo
PESCARA. E sono venti, un grande traguardo per un festival indipendente. Si parla dell’IndieRocket festival che da venerdì 23 a domenica 25 giugno chiama a raccolta il suo pubblico al Parco dell’ex Caserma Cocco con l'edizione 2023, quella del ventennale appunto. Il primo round di annunci vede tra i protagonisti Ariwo, il quartetto che riunisce il compositore elettronico iraniano Pouya Ehsaei con tre dei musicisti cubani più influenti nella scena londinese, Hammadi Valdes, Oreste Noda e Yelfris Valdes, capaci di fondere insieme il misticismo iraniano con i ritmi tradizionali afro-cubani, l'elettronica e il jazz, per un risultato finale magnetico e in grado di portare il pubblico in trance. Da Huntsville, Alabama, provengono invece Daikaiju, “strane bestie giganti” che gesticolano senza parlare, indossano maschere kabiki, usano pseudonimi e tendono ad incendiare i loro strumenti sul palco.
I Gazebo Penguins sono da sempre amici di IndieRocket e tornano in occasione della XX edizione per presentare “Quanto”, nuovo capitolo discografico di una carriera che li vede tra i nomi più autorevoli della scena indie-rock del nostro paese. Altra amicizia che si rinnova è quella con la label africana Nyege Nyege, che cura per il secondo anno consecutivo uno spazio all’interno del festival, che quest’anno vedrà protagonisti Hhy & The Kampala Unit, progetto che rappresenta al meglio il suono futuristico dell’Uganda, tra dub, techno, percussioni tradizionali ed elementi di trance su passaggi cinematografici spettrali e snervanti.
Da altri confini (e forse da altre galassie) proviene invece il suono degli Henge, band di Manchester, rivelazione della scena prog-psych-rave, un crossover di stili che loro stessi definiscono "Cosmic Dross" (scorie cosmiche). Sempre dal Regno Unito, ma sponda londinese, arrivano Warmduscher, band figlia di South London, prodotti da Joe Goddard e Al Doyle degli Hot Chip per la prestigiosa Bella Union, dal vivo una delle esperienze «più dissolute e decisamente avvincenti dell’underground chitarristico Uk», come sottolinea Clash Mag. Il Mediterraneo, invece, è la culla di provenienza della Rhabdomantic Orchestra, il collettivo aperto fondato dal jazzista e compositore Manuel Volpe, che restituisce nel proprio sound una visione fluida di quella che chiamiamo comunemente world music. A chiudere questo primo gruppo di ospiti due dj-act: Polimnia b2b Migra, i due artisti provenienti dall’etichetta Salgari Records, che saranno curatori dell’IndieRocket Soundsystem che accompagnerà la tre giorni del festival, e Dsastro, dj d’eccezione, mano e orecchio fondamentali nella definizione dello stile di una leggenda dell’hip hop italiano come Lou X. Altri nomi sono in arrivo nelle prossime settimane, per una XX edizione dai grandi numeri e dalle mille sorprese: trenta ore di musica in tre giorni su due palchi. (fab.i.)

