A “Il Fiume e la Memoria” letture e lo spettacolo su Pescara ieri e oggi

PESCARA. Si apre alle 19.30 con l’Aperitivo letterario al circolo nautico Porto Antico, sul lungofiume golena sud di Pescara, la quarta giornata del festival Il Fiume e la Memoria diretto da Milo...
PESCARA. Si apre alle 19.30 con l’Aperitivo letterario al circolo nautico Porto Antico, sul lungofiume golena sud di Pescara, la quarta giornata del festival Il Fiume e la Memoria diretto da Milo Vallone. L’incontro è con il libro “Il sangue della Passiflora” (Ianieri Edizioni) di Andreina Sirena con la prefazione di Paola Pastacaldi, Dialogherà con l’autrice Roberto Melchiorre. Le letture di estratti del romanzo saranno a cura dell’attrice Sofia Ponente. Alle 21.30 poi, in piazza Garibaldi, va in scena “Abruzzo, è tempo di volare”, regia di Ugo Dragotti. Lo spettacolo racconta la storia di una piazza della città di Pescara dove vengono installate lestatue di D’Annunzio, Michetti, Tosti e Flaiano. Sulle panchine di questa piazza, sostano personaggi che rappresentano diversi ambiti della società: pensionati che raccontano dell’incontro tra Cascella e Barbella quando presero parte al Cenacolo Michettiano, casalinghe che riscoprono le più importanti figure femminili abruzzesi e le loro gesta, studenti che cercano di capire chi siano questi personaggi così strani che sono costretti a studiare. Le quattro statue dopo aver visto comeva nel mondo di oggi, si animano e decidono di andare a spasso per la città per vedere con i loro occhi com’è diventato il loro Abruzzo dopo la loro assenza centenaria, facendo notizia anche tra le più importanti testate giornalistiche. Lo spettacolo è coprodotto dal festival in collaborazione con il progetto “Pescara città d’amare”,promosso dal Comune di Pescara e dalla Regione Abruzzo.
E veniamo al libro. «Senza uno spazio per la contemplazione e un tempo per lo stupore la vita era solo miseria». In questa riflessione è racchiusa la «spina dorsale» di “Il sangue della passiflora” romanzo d’esordio della docente e critica cinematografica ortonese Andreina Sirena. Una riflessione che «spinge il lettore in altre dimensioni». Il libro ha, nei giorni scorsi, ottenuto un riconoscimento prestigioso: il 18 luglio, in occasione del Premio Internazionale Mandela From Roma Capitale – Ambassador of Freedom, l’autrice è stata insignita del Premio Unvs Roma Capitale “Artemide Oro” all’Arte e alla Cultura con una menzione all’impegno per la preservazione dell’ambiente.
Tematica centrale nel libro è, infatti, la Natura. Al mondo reale, «ormai biecamente tecnologico», come recitano le note di presentazione del romanzo, l’autrice «contrappone consapevole un mondo dove tutto è magico e vivente». «Le suggestioni paesaggistiche e la grandiosità della natura» diventano per la protagonista, Armida, apprezzata guida del grande museo cittadino, un «altrove puro e felice. La Natura è per lei e il lettore una voce narrante, un controcanto fisico e spirituale». E poi l’arte, la musica, la riscoperta di un’antica e rassicurante eredità culturale, che accompagneranno Armida in «un viaggio interiore intessuto di dolore e speranza, di abissi emotivi e inattese rinascite». (r.a.b.)