A Monte San Franco dal Passo delle Capannelle

di GIUSI PITARI Il Monte San Franco con i suoi 2132metri è l'elevazione più occidentale della catena del Gran Sasso. È una montagna rotondeggiante, non rocciosa, di grande personalità. Il suo...
di GIUSI PITARI
Il Monte San Franco con i suoi 2132metri è l'elevazione più occidentale della catena del Gran Sasso. È una montagna rotondeggiante, non rocciosa, di grande personalità. Il suo trovarsi leggermente distaccata dal resto della catena montuosa del massiccio le dà una certa singolarità, il ritrovarsela in qualsiasi panorama la rende famosa. Percorrendo la Strada Statale 80 da L'Aquila a Teramo, il San Franco si trova nel punto più alto, al Passo delle Capannelle dove ci accompagna per un bel pezzo tenendo testa alle cime più imponenti e segna il punto di divisione del massiccio del Gran Sasso da quello dei Monti della Laga.
Le vie per raggiungere la cima sono diverse: si può partire dal Passo delle Capannelle per un sentiero (numero 111) ripido oppure passare per il Rifugio Panepucci dopo aver attraversato una bellissima faggeta. L'escursione è comunque non difficile né per dislivello , né per chilometri. Il sentiero che percorreremo, invece, parte dalla strada provinciale 86 del Vasto, che collega Assergi al Passo delle Capannelle, molto panoramica e a tratti tortuosa e che d'inverno è chiusa. Si arriva al bivio per la Sorgente San Franco (cartelli indicatori- 1465 m) e si parcheggia. Si prende la sterrata che taglia diagonalmente verso est il versante sud del Monte dirigendosi verso il Passo del Belvedere (sentiero 121). Si apre subito un bellissimo panorama sulla valle del Vasto e sui massicci del Velino Sirente a sud, verso est comincia a distendersi tutta la catena del Gran Sasso. Si arriva a 1630m e si nota a sinistra un ripido sentiero che porta in 30 minuti circa alla Sorgente ed Eremo di San Franco. La leggenda vuole che S. Franco da Assergi (circa XII-XIII secolo), percuotendo la roccia con il suo bastone, fece scaturire l'acqua alla quale si attribuiscono qualità taumaturgiche. Il 5 giugno, festa di San Franco i pellegrini affrontano il pendio della montagna per raggiungere la sorgente e bagnarsi con quell'acqua ritenuta in grado di guarire malattie dermatologiche.
Il sentiero per la vetta, invece, prosegue in direzione nord est, molto comodo. In poco più di un'ora si arriva al Passo (1789m) che è un belvedere vero e proprio: un balcone immenso. Gli occhi si perdono: prima sulla valle dell'Inferno e del Paradiso e il bosco del Chiarino, poi sul Lago di Campotosto, ancora sui Monti della Laga e poi su una veduta che non ha eguali dell'immensità della catena del Gran Sasso. La si vede snocciolarsi pian piano e si contano le cime, a memoria: Monte Corvo, Intermesoli, Corno Grande, Pizzo di Camarda, Pizzo Cefalone. Gli occhi si fermano lassù alla vetta del Corno Grande a contare le rocce, le guglie e a immaginare il mare.
Si va verso ovest sul sentiero 111 che percorre un po' più ripidamente la Cresta del Rotigliano e con divertenti sali-scendi si arriva in vetta (700m di dislivello, 2ore e mezza). Quasi sempre c'è vento, quello che spazza via la nebbia, la foschia e i dubbi e che, quindi, fa ammirare al meglio il grandioso panorama a 360°.
Un' escursione per tutti, stupenda in primavera per le colorate fioriture.
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